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greco · Polibio
Polibio · Storie
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Polibio racconta il momento cruciale della Battaglia di Canne (216 a.C.), quando le forze romane furono accerchiate dall'esercito di Annibale. Nel brano si descrive la morte eroica del console Lucio Emilio e il disastro delle legioni romane, costrette a combattere in condizioni impossibili.
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In quel momento anche Lucio Emilio, colpito da violenti attacchi, cadde nelle mani del nemico e mutò vita, uomo che aveva compiuto tutto il dovuto verso la patria nel resto della sua vita e nel momento estremo, se anche un altro l'aveva fatto. I Romani, mentre combatterono voltandosi alle manifestazioni di forza contro coloro che li accerchiavano, resistettero: ma sempre per i morti attorno e gradualmente stretti, alla fine tutti caddero, fra cui Marco e Gneo, uomini che erano stati consoli l'anno precedente, buoni e degni di Roma nel momento del pericolo. Durante la morte di questi e lo scontro i Nomadi, seguendo i cavalieri che fuggivano, uccisero la maggior parte e li scaraventarono dai cavalli. Pochi riuscirono a fuggire a Venusia, fra cui Gaio Terenzio, il generale dei Romani, uomo che aveva rovinato l'anima in modo vergognoso e reso inutile il suo comando verso la patria.
Εν ω καιρω και Λευκιος Αιμιλιος περιπεσων βιαιοις πληγαις εν χειρων νομω μετηλλαξε τον βιον, ανηρ παντα τα δικαια τη πατριδι κατα τον λοιπον βιον και κατα τον εσχατον καιραν, ει και τις ετερος, ποιησας. Οι δε Ρωμαιοι μεχρι μεν εμαχοντο κατα τας επιφανειας στρεφομενοι προς τους κεκυκλωκοτας, αντειχον: αει δε των περιξ απολλυμενων, και κατα βραχυ συγκλειομενοι, τελος αυτου παντες, εν οις και Μαρκος και Γναιος, επεσον, οι το προτερον ετος υπατοι γεγονοτες ανδρες αγαθοι και της Ρωμης αξιοι γενομενοι κατα τον κινδυνον. Κατα δε τον τουτων φονον και την συμπλοκην οι Νομαδες επομενοι τοις φευγουσι των ιππεων τους μεν πλειστους απεκτειναν, τους δε κατεκρημνισαν απο των ιππων. Ολιγοι δε τινες εις Ουενουσιαν διεφυγον, εν οις ην και Γαιος Τερεντιος ο των Ρωμαιων στρατηγος, ανηρ αισχραν μεν την ψυχην αλυσιτελη δε την αρχην την αυτου τη πατριδι πεποιημενος.
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I 79 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
In quel momento anche Lucio Emilio, colpito da violenti attacchi, cadde nelle mani del nemico e mutò vita, uomo che aveva compiuto tutto il dovuto verso la patria nel resto della sua vita e nel momento estremo, se anche un altro l'aveva fatto. È l'inizio della versione di Polibio, Storie.
Secondo Polibio nelle sue Storie, Lucio Emilio, circondato dalle truppe nemiche e ferito da colpi violenti, trovò la morte sul campo di battaglia dopo aver compiuto il suo dovere verso Roma fino all'ultimo momento. La sua morte rappresentò il culmine della disfatta romana in quella giornata.
Altri passi di Polibio già tradotti e analizzati.