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greco · Polibio
Polibio · Storie
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Polibio nelle sue Storie descrive come Annibale cartaginese, dopo aver consolidato il dominio in Libia e in Spagna, si appresti a invadere l'Italia durante la seconda guerra punica. Il generale conta sull'appoggio dei Celti, nemici dei Romani, e studia attentamente la geografia e la disposizione delle popolazioni locali.
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Annibale, dopo aver provveduto a tutto per la sicurezza degli affari in Libia e nel resto della Spagna, attendeva con ansia e s'aspettava i messaggeri che gli Celti gli mandavano. Aveva infatti indagato con chiarezza il valore della terra al di sotto delle Alpi e attorno al fiume Pado, il numero dei suoi abitanti, la temerarietà degli uomini nella guerra, e soprattutto l'ostilità che nutrivano verso i Romani a causa della guerra precedente, di cui noi abbiamo parlato nel libro precedente, per permettere ai nostri lettori di seguire i fatti che ora racconteremo. Per questo motivo si attaccava a questa speranza e prometteva tutto, inviando messaggeri con cura ai dinasti dei Celti e a quelli che abitavano le Alpi stesse, pensando che avrebbe potuto affrontare la guerra contro i Romani in Italia solo se fosse riuscito a superare le difficili regioni e a raggiungere i luoghi menzionati, servendosi dei Celti come alleati e collaboratori per la sua impresa.
Αννιβας δε παντα προνοηθεις περι της ασφαλειας των τε κατα Λιβυην πραγματων και των εν Ιβηρια λοιπον εκαραδοκει και προσεδεχετο τους παρα των Κελτων προς αυτον αποστελλομενους: σαφως γαρ εξητακει και την αρετην της υπο τας Αλπεις και περι τον Παδον ποταμον χωρας και το πληθος των κατοικουντων αυτην, ετι δε την προς τους πολεμους των ανδρων τολμαν, και το μεγιστον, την υπαρχουσαν δυσμενειαν αυτοις εκ του προγεγονοτος πολεμου προς Ρωμαιους, υπερ ου διηλθομεν ημεις εν τη προ ταυτης βυβλω χαριν του συμπεριφερεσθαι τους εντυγχανοντας τοις νυν μελλουσι λεγεσθαι. Διοπερ ειχετο ταυτης της ελπιδος και παν υπισχνειτο, διαπεμπομενος επιμελως προς τους δυναστας των Κελτων και τους επι ταδε και τους εν αυταις ταις Αλπεσιν ενοικουντας, μονως αν υπολαμβανων εν Ιταλια συστησασθαι τον προς Ρωμαιους πολεμον, ει δυνηθειη διαπερασας τας προ του δυσχωριας εις τους προειρημενους αφικεσθαι τοπους και συνεργοις και συμμαχοις χρησασθαι Κελτοις εις την προκειμενην επιβολην.
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I 85 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Annibale, dopo aver provveduto a tutto per la sicurezza degli affari in Libia e nel resto della Spagna, attendeva con ansia e s'aspettava i messaggeri che gli Celti gli mandavano. È l'inizio della versione di Polibio, Storie.
Polibio spiega che Annibale sapeva bene, dalle sue ricerche, che i Celti odiavano i Romani a causa di una guerra precedente; per questo sperava di trovare in loro alleati fedeli che lo aiutassero una volta giunto in Italia con le sue truppe.
Altri passi di Polibio già tradotti e analizzati.