Accusativo con l'infinito (costruzione impersonale)
Ορατιον γαρ λεγεται τον Κοκλην επικληθεντα, διαγωνιζομενον προς δυο των υπεναντιων επι τω της γεφυρας περατι της επι του Τιβεριδος, η τυγχανει προ της πολεως ουσα, επει πληθος επιφερομενον ειδε των βοηθουντων τοις πολεμιοις, δεισαντα μη βιασαμενοι παρεισπεσωσιν εις την πολιν, βοαν επιστραφεντα τοις κατοπιν ως ταχος αναχωρησαντας διασπαν την γεφυραν.
Si dice infatti che Orazio, soprannominato Coclite, mentre combatteva contro due dei nemici all'estremità del ponte sul Tevere, che si trova davanti alla città, quando vide una moltitudine di alleati dei nemici che sopraggiungeva, temendo che, forzando il passaggio, irrompessero nella città, gridò, voltatosi verso quelli alle sue spalle, che si ritirassero al più presto e distruggessero il ponte.
λεγεται regge come soggetto l'accusativo Ορατιον e, alla fine del periodo, l'infinito διασπαν (dipendente da βοαν): 'si dice che Orazio... gridasse di distruggere il ponte'.

