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greco · Polibio
Polibio · Storie
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Polibio, storico greco del II secolo a.C., espone la sua teoria del ciclo costituzionale. Nel brano, afferma che ogni stato, dopo aver raggiunto il potere supremo grazie alla prosperità e alla fortuna, contiene in sé i germi della propria rovina: l'ambizione, l'arroganza e la corruzione conducono inevitabilmente alla demagogia e all'oclocrazia (governo della folla).
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Che tutti gli esseri sono soggetti a decadenza e cambiamento, non è necessario provarlo con parole: infatti la necessità della natura stessa è sufficiente a produrre questa convinzione. Poiché ci sono due modi in cui ogni forma di governo tende a corrompersi, uno dall'esterno e uno che nasce da dentro, accade che quello dall'esterno ha una teoria instabile, mentre quello che nasce da dentro ha una teoria ordinata. Quale forma di governo sorga prima e quale seconda, e come si trasformino l'una nell'altra, è stato detto prima da noi, cosicché coloro che sanno unire i principi alla fine di questa nostra esposizione potranno già prevedere il futuro. Ed è, come penso, evidente. Quando infatti uno stato, dopo aver superato molti e grandi pericoli, giunge all'egemonia e al potere incontrastato, accade chiaramente che, dopo che per lungo tempo la prosperità si è insediata in esso, i costumi diventano più sontuosi, gli uomini diventano più litigiosi di quanto dovrebbero riguardo al governo e alle cariche pubbliche. Man mano che queste cose progrediscono, l'amore del potere e il disonore inizieranno il cambiamento verso il peggio, e inoltre l'arroganza e la sontuosità nei costumi; prenderà il nome di cambiamento il momento in cui il popolo, quando creda di essere danneggiato dall'avidità di alcuni e sia stato corrotto da altri mediante l'adulazione dell'ambizione per il potere. Allora infatti, infuriato e deliberando in ogni cosa secondo l'ira, non vorrà più obbedire né stare come pari con i magistrati, ma vorrà tutto e la maggior parte per sé. Quando ciò accade, il governo assumerà il nome più bello, la libertà e la democrazia, ma subirà la cosa peggiore, l'oclocrazia.
Οτι μεν ουν πασι τοις ουσιν υποκειται φθορα και μεταβολη σχεδον ου προσδει λογων: ικανη γαρ η της φυσεως αναγκη παραστησαι την τοιαυτην πιστιν. Δυειν δε τροπων οντων, καθ' ους φθειρεσθαι πεφυκε παν γενος πολιτειας, του μεν εξωθεν, του δ' εν αυτοις φυομενου, τον μεν εκτος αστατον εχειν συμβαινει την θεωριαν, τον δ' εξ αυτων τεταγμενην. Τι μεν δη πρωτον φυεται γενος πολιτειας και τι δευτερον, και πως εις αλληλα μεταπιπτουσιν, ειρηται προσθεν ημιν, ωστε τους δυναμενους τας αρχας τω τελει συναπτειν της ενεστωσης υποθεσεως καν αυτους ηδη προειπειν υπερ του μελλοντος. Εστι δ', ως εγωμαι, δηλον. Οταν γαρ πολλους και μεγαλους κινδυνους διωσαμενη πολιτεια μετα ταυτα εις υπεροχην και δυναστειαν αδηριτον αφικηται, φανερον ως εισοικιζομενης εις αυτην επι πολυ της ευδαιμονιας συμβαινει τους μεν βιους γινεσθαι πολυτελεστερους, τους δ' ανδρας φιλονεικοτερους τους δεοντος περι τε τας αρχας και τας επιβολας. Ων προβαινοντων επι πλεον αρξει μεν της επι το χειρον μεταβολης η φιλαρχια και το της αδοξιας ονειδος, προς δε τουτοις η περι τους βιους αλαζονεια και πολυτελεια, ληψεται δε την επιγραφην της μεταβολης ο δημος, οταν υφ' ων μεν αδικεισθαι δοξη δια την πλεονεξιαν, υφ' ων δε χαυνωθη κολακευομενος δια την φιλαρχιαν. Τοτε γαρ εξοργισθεις και θυμω παντα βουλευομενος ουκετι θελησει πειθαρχειν ουδ' ισον εχειν τοις προεστωσιν, αλλα παν και το πλειστον αυτος. Ου γενομενου των μεν ονοματων το καλλιστον η πολιτεια μεταληψεται, την ελευθεριαν και δημοκρατιαν, των δε πραγματων το χειριστον, την οχλοκρατιαν.
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Che tutti gli esseri sono soggetti a decadenza e cambiamento, non è necessario provarlo con parole: infatti la necessità della natura stessa è sufficiente a produrre questa convinzione. È l'inizio della versione di Polibio, Storie.
Secondo Polibio nella sua opera storiografica, uno stato prospero sviluppa l'amore del potere e l'arroganza tra i magistrati, il popolo si arrabbia sentendosi tradito, rifiuta di obbedire e cerca il potere per sé, trasformando la democrazia in oclocrazia, la peggiore delle forme di governo.
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