Caricamento…
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I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
1, 1, 3
Scrivendo a te, carissimo esperto di cultura, sono quasi dispensato dal premettere con molte parole che il sublime è un culmine e una preminenza dei discorsi, e che i più grandi tra i poeti e gli scrittori ottennero il primato proprio da questo e cinsero di gloria la propria eternità. Infatti le cose straordinarie non conducono gli ascoltatori alla persuasione, ma all'estasi: e ovunque, insieme allo stupore, il meraviglioso prevale sempre su ciò che è solo persuasivo e gradevole, giacché la persuasione dipende per lo più da noi, mentre queste cose, esercitando una potenza e una violenza incontrastabile, si impongono al di sopra di ogni ascoltatore. E vediamo che l'abilità nell'invenzione e l'ordine e la disposizione degli argomenti emergono a stento non da un solo elemento né da due, ma dall'insieme dello stile del discorso; il sublime invece, quando sia prodotto talvolta al momento opportuno, come un fulmine sconvolse ogni cosa e mostrò immediatamente tutta insieme la potenza dell'oratore.
8, 1
Poiché dunque sono cinque, per così dire, le fonti più fecondatrici della sublimità, essendo posto come terreno comune a queste cinque specie la facoltà del parlare, senza la quale nulla esiste del tutto, la prima e più importante è la capacità di cogliere ampiamente nei pensieri, come abbiamo definito anche nel trattato su Senofonte, la seconda è la passione veemente ed entusiastica. Ma queste due, per lo più, sono formazioni innate del sublime, le altre invece derivano già anche dall'arte, cioè la particolare formazione delle figure (che sono in qualche modo di due specie, le une del pensiero, le altre dell'elocuzione); a queste inoltre si aggiunge la nobile espressione, le cui parti sono a loro volta la scelta delle parole, il linguaggio figurato e quello elaborato; quinta poi è la causa della grandezza, che racchiude in sé tutte quelle precedenti, cioè la composizione dotata di dignità e di elevazione.
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Di maestà, di magniloquenza e di forza agonistica in questi ambiti, o giovane, sono sommamente produttrici anche le phantasiai, le immagini mentali: così dunque alcuni le chiamano appunto creazioni di immagini. Si chiama infatti comunemente phantasia ogni pensiero, in qualsiasi modo generato, che si presenta capace di produrre un discorso; il nome però si è imposto specialmente in questi casi, quando per entusiasmo e passione sembri vedere ciò che dici, e lo metti sotto gli occhi di chi ascolta. Che la phantasia retorica voglia una cosa e quella dei poeti un'altra, non ti sarà nascosto, né che il fine di quella nella poesia è lo stupore, di quella nei discorsi è l'evidenza; entrambe tuttavia ricercano l'elemento patetico e il coinvolgimento emotivo.
17, 1
Per natura in qualche modo le figure sono alleate del sublime, e a loro volta sono mirabilmente coadiuvate da esso. In che modo, dunque, e come? Io lo dirò. È sospetto, propriamente, agire con astuzia per mezzo di figure, e ciò suscita il sospetto di un'insidia, di un inganno, di un sofisma, soprattutto quando il discorso è rivolto a un giudice che ha pieno potere, specialmente a tiranni, re, capi che occupano posizioni di supremazia: costoro infatti subito si indignano se, come un bambino sciocco, vengono ingannati con artificio da un abile oratore mediante piccoli accorgimenti retorici, e, prendendo come disprezzo verso se stessi l'inganno, talvolta si inferociscono del tutto, e anche se riescono a dominare la propria ira, comunque si ribellano alla persuasione del discorso. Per questo anche allora la figura sembra essere la migliore, quando essa stessa fa sì che passi inosservato il fatto che è una figura.
33, 4
Avendo anch'io elencato non pochi errori sia di Omero sia degli altri poeti più grandi, e non compiacendomi affatto dei loro passi falsi, chiamando questi non tanto errori voluti quanto distrazioni sfuggite per trascuratezza, un po' a caso e come capitò, senza avvedersene, a causa della loro grandezza di natura, penso che nondimeno le virtù maggiori, anche se non si mantengono uguali in tutto, ottengano sempre piuttosto il voto per il primo posto, se non per altro, almeno a causa della grandezza d'animo stessa. Dato che anche Apollonio è un poeta senza cadute nelle Argonautiche, e nei carmi bucolici, salvo poche cose estranee, Teocrito è riuscitissimo. Vorresti dunque diventare piuttosto Omero o Apollonio?
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