Periodo ipotetico comparativo
Υποπτον εστιν ιδιως το δια σχηματων πανουργειν και προσβαλλον υπονοιαν ενεδρας, επιβουλης, παραλογισμου, και ταυθ' οταν η προς κριτην κυριον ο λογον, μαλιστα δε προς τυραννους, βασιλεας, ηγεμονας εν υπεροχαις αγανεκτει γαρ ευθυς, ει ως παις αφρων υπο τεχνιτου ρητορος σχηματιοις κατασοφιζεται, και εις καταφρονησιν εαυτου λαμβανων τον παραλογισμον ενιοτε μεν αποθηριουται το συνολον, καν επικρατηση δε του θυμου, προς την πειθω των λογων παντως αντιδεανιθεται.
È sospetto, propriamente, agire con astuzia per mezzo di figure, e ciò suscita il sospetto di un'insidia, di un inganno, di un sofisma, soprattutto quando il discorso è rivolto a un giudice che ha pieno potere, specialmente a tiranni, re, capi che occupano posizioni di supremazia: costoro infatti subito si indignano se, come un bambino sciocco, vengono ingannati con artificio da un abile oratore mediante piccoli accorgimenti retorici, e, prendendo come disprezzo verso se stessi l'inganno, talvolta si inferociscono del tutto, e anche se riescono a dominare la propria ira, comunque si ribellano alla persuasione del discorso.
ως … και vale «come un bambino sciocco, vengono ingannati con artificio». 'ει ... κατασοφιζεται' introduce una condizione reale paragonata al caso di un bambino ingannato, per spiegare la reazione indignata del potente.
