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Allos Idem · Vol. unico · pag. 599 · versione T223
Quintiliano · Institutio oratoria
Versione d’autore: Quintiliano, Institutio oratoria
Quintiliano (35–100 d.C. circa) è il principale teorico dell'educazione retorica del mondo romano. Nell'Institutio oratoria indica un canone di letture formative per il futuro oratore. In questo brano stabilisce che la lettura debba cominciare da Omero e Virgilio, passa poi a esaminare i generi letterari (tragedia, lirica, elegia, commedia), con particolare attenzione a Menandro, segnalando i rischi morali di alcuni testi per i giovani.
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E perciò è stato stabilito nel modo migliore che la lettura cominciasse da Omero e Virgilio, benché per comprendere le loro qualità occorra un giudizio più maturo; ma il tempo per questo non mancherà, poiché non saranno letti una volta sola. Nel frattempo l'animo si elevi con la sublimità del carme epico, tragga ispirazione dalla grandezza degli argomenti e si rivesta dei migliori modelli. Utili sono le tragedie; nutrono anche i lirici, se tuttavia in essi avrai scelto non solo gli autori ma anche le parti dell'opera; infatti né vorrei che i Greci fossero interpretati in molte cose con troppa libertà né Orazio in alcuni passi. L'elegia invece, soprattutto quella amorosa, e gli endecasillabi, che sono sezioni dei versi sotadei (dei sotadei non è il caso di parlare), siano allontanati se possibile; se no, siano almeno riservati a una più solida maturità dell'età. La commedia, che può contribuire moltissimo all'eloquenza, poiché percorre tutti i caratteri e tutte le passioni, quale utilità io ritenga che abbia per i ragazzi, lo dirò un poco più avanti nel luogo opportuno; quando il carattere sarà al sicuro, sarà tra le prime cose da leggere. Parlo di Menandro, ma non per questo escluderei gli altri: anche gli autori latini porteranno qualche utilità.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
ut … inciperet
→ che la lettura cominciasse
'Ut ... inciperet' è una completiva (dichiarativa) dipendente dall'impersonale 'institutum est', e ne specifica il contenuto: cosa è stato stabilito.
Compare nel periodo 1.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
si … elegeris
→ se avrai scelto
'Si ... elegeris' usa il futuro anteriore indicativo con valore di condizionale eventuale: la scelta degli autori e delle parti è la condizione perché i lirici giovino davvero.
Compare nel periodo 3.
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quem … putem … dicam
→ quale utilità io ritenga ... lo dirò
'Quem usum ... putem' è un'interrogativa indiretta (con congiuntivo) che funge da oggetto di 'dicam': Quintiliano rimanda a un'altra sezione la risposta su come usare la commedia nell'educazione dei ragazzi.
Compare nel periodo 5.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Ideoque optime institutum est ut ab Homero atque Vergilio lectio inciperet, quamquam ad intellegendas eorum virtutes firmiore iudicio opus est: sed huic rei superest tempus, neque enim semel legentur. Interim et sublimitate heroi carminis animus adsurgat et ex magnitudine rerum spiritum ducat et optimis induatur. Utiles tragoediae: alunt et lyrici, si tamen in iis non auctores modo sed etiam partes operis elegeris: nam et Graeci licenter multa et Horatium nolim in quibusdam interpretari. Elegia vero, utique quae amat, et hendecasyllabi, qui sunt commata sotadeorum (nam de sotadeis ne praecipiendum quidem est), amoveantur si fieri potest, si minus, certe ad firmius aetatis robur reserventur. Comoediae, quae plurimum conferre ad eloquentiam potest, cum per omnis et personas et adfectus eat, quem usum in pueris putem paulo post suo loco dicam: nam cum mores in tuto fuerint, inter praecipua legenda erit. De Menandro loquor, nec tamen excluserim alios: nam Latini quoque auctores adferent utilitatis aliquid.
E perciò è stato stabilito nel modo migliore che la lettura cominciasse da Omero e Virgilio, benché per comprendere le loro qualità occorra un giudizio più maturo; ma il tempo per questo non mancherà, poiché non saranno letti una volta sola.
Nel frattempo l'animo si elevi con la sublimità del carme epico, tragga ispirazione dalla grandezza degli argomenti e si rivesta dei migliori modelli.
Utili sono le tragedie; nutrono anche i lirici, se tuttavia in essi avrai scelto non solo gli autori ma anche le parti dell'opera; infatti né vorrei che i Greci fossero interpretati in molte cose con troppa libertà né Orazio in alcuni passi.
L'elegia invece, soprattutto quella amorosa, e gli endecasillabi, che sono sezioni dei versi sotadei (dei sotadei non è il caso di parlare), siano allontanati se possibile; se no, siano almeno riservati a una più solida maturità dell'età.
La commedia, che può contribuire moltissimo all'eloquenza, poiché percorre tutti i caratteri e tutte le passioni, quale utilità io ritenga che abbia per i ragazzi, lo dirò un poco più avanti nel luogo opportuno; quando il carattere sarà al sicuro, sarà tra le prime cose da leggere.
Parlo di Menandro, ma non per questo escluderei gli altri: anche gli autori latini porteranno qualche utilità.
125 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
Si traduce: 'E perciò è stato stabilito nel modo migliore che la lettura cominciasse da Omero e Virgilio.' Quintiliano, nell'Institutio oratoria, giustifica questa scelta sottolineando che comprendere le virtù dei due poeti richiede un giudizio più maturo, ma il tempo per questo non mancherà.
Nell'Institutio oratoria Quintiliano raccomanda le tragedie, i lirici (con selezione degli autori e delle parti), l'elegia (con riserve per i temi amorosi), e soprattutto la commedia, in particolare Menandro. Quest'ultima è considerata il genere più utile per l'eloquenza perché percorre tutti i caratteri e tutte le passioni. Anche i commediografi latini offrono una qualche utilità.
Quintiliano nell'Institutio oratoria ritiene che l'elegia amorosa e gli endecasillabi (generi dalla morale lasciva) possano nuocere ai giovani ancora in formazione. Pertanto consiglia di allontanarli, o almeno di riservarli a un'età più robusta, quando il carattere è ormai consolidato e non rischia di essere corrotto.
Lo stesso passo (Quali autori bisogna leggere) lo trovi qui: