Quintiliano, nell'Institutio oratoria, dedica questo celebre passo alla facoltà che eleva l'uomo al di sopra degli altri animali: la ragione unita alla parola. Dio, padre e creatore del mondo, ha separato l'uomo dalle altre creature mortali soprattutto attraverso la facoltà del discorso. Gli animali superano l'uomo nella forza fisica e nell'adattamento naturale, ma mancano del linguaggio, senza il quale anche la ragione resta oscura e inutile. Il brano è un manifesto dell'umanesimo retorico quintilianeo.
Testo latino e traduzione italiana
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Eteherculeper Ercoledeusil dioillequelloprinceps,sommoparenspadrererumdelle cosefabricatorquee arteficemundi,del mondonulloper nessun altro mezzomagispiùhomineml'uomoseparavitseparòadaceteris,gli altriquaechequidemcertamentemortaliamortaliessent,fosseroanimalibusanimaliquamchedicendidel discorsofacultate.con la facoltàNaminfatticorporai corpiquidemcertomagnitudineper grandezzaviribusper la forzafirmitateper la robustezzapatientiaper la resistenzavelocitateper la velocitàpraestantiorasuperioriininillisqueglimutismutividemus,vediamoeademgli stessiminusmenoegereaver bisognoadquisitaeacquisitoextrinsecusdall'esternoopis;di aiutonaminfattietsiaingredimuoversicitiuspiù velocementeetepascinutrirsietetranareattraversareaquasle acquecitrasenzadocenteminsegnamentonaturaper naturaipsastessasciunt,sannoetepleraquemolticontracontrofrigusil freddoexconsuopropriocorporeil corpovestiuntursi copronoetearmaarmiiisa loroingenitainnatequaedamalcuneeteexdaobvioportata di manoferequasi semprevictus,il cibocircaperquaele qualiomniatuttemultusgrandehominibusagli uominilaborfaticaest.èRationemla ragioneigiturdunquenobisa noipraecipuamprincipalededitha datoeiusquee di essanosnoisociospartecipiesseesserecumcondisgli dèiimmortalibusimmortalivoluit.ha volutoSedmaipsastessaratiola ragionenequenétamtantonosnoiiuvaretgioverebbenequenétamtantoessetsarebbeininnobisnoimanifestamanifestanisise nonquaeciò checoncepimusconcepiamomentenella menteetiamancheeloquendoesprimendo con la parolapossemus:potessimoquodciò chemagispiùdeessemancareceterisagli altrianimalibusanimaliquamcheintellectuml'intellettoetecogitationemla capacità di pensieroquandamuna certavidemus.vediamoNaminfattietsiamollireammorbidirecubiliai giaciglietenidosi niditexerecostruireeteeducareallevarefetusi piccolieteexcludere,escluderequinanzietiamanchereponereconservareinperhiememl'invernoalimenta,il cibooperalavoriquaedamcertinobisper noiinimitabiliainimitabili(qualiaqualisuntsonocerarumdella ceraacemellis)del mieleefficerecompierenonnulliusdi qualchefortasseforserationisragioneest;richiedesed,maquiapoichécarentsono privisermonedel linguaggioquaequelli cheidciòfaciunt,fannomutamutiatqueeinrationaliairrazionalivocantur.vengono chiamati
Traduzione in italiano
E per Ercole, quel dio sommo, padre delle cose e artefice del mondo, non separò l'uomo dagli altri animali mortali più di quanto lo abbia fatto con la facoltà del discorso. Vediamo infatti che i corpi degli animali muti sono superiori per grandezza, forza, robustezza, resistenza, velocità, e che hanno meno bisogno di aiuto acquisito dall'esterno; sanno infatti per natura stessa muoversi più velocemente, nutrirsi e attraversare le acque senza bisogno di insegnamento, molti si proteggono dal freddo con il proprio corpo e hanno armi innate e un cibo quasi sempre a portata di mano, cose per le quali gli uomini faticano molto. Ci ha dunque dato la ragione come dono principale e ha voluto che fossimo partecipi di essa insieme agli dèi immortali. Ma la ragione stessa non ci gioverebbe tanto e non sarebbe tanto manifesta in noi se non potessimo anche esprimere con la parola ciò che concepiamo nella mente: e vediamo che questo manca agli altri animali più che l'intelletto e una certa capacità di pensiero. Ammorbidire i giacigli, costruire nidi, allevare ed escludere i piccoli, e anche conservare il cibo per l'inverno, compiere lavori per noi inimitabili (come la cera e il miele) è forse qualcosa che richiede una certa ragione; ma, poiché quelli che lo fanno sono privi di linguaggio, vengono chiamati muti e irrazionali.
Testo latino integrale
Et hercule deus ille princeps, parens rerum…
Et hercule deus ille princeps, parens rerum fabricatorque mundi, nullo magis hominem separavit a ceteris, quae quidem mortalia essent, animalibus quam dicendi facultate. Nam corpora quidem magnitudine viribus firmitate patientia velocitate praestantiora in illis mutis videmus, eadem minus egere adquisitae extrinsecus opis; nam et ingredi citius et pasci et tranare aquas citra docentem natura ipsa sciunt, et pleraque contra frigus ex suo corpore vestiuntur et arma iis ingenita quaedam et ex obvio fere victus, circa quae omnia multus hominibus labor est. Rationem igitur nobis praecipuam dedit eiusque nos socios esse cum dis immortalibus voluit. Sed ipsa ratio neque tam nos iuvaret neque tam esset in nobis manifesta nisi quae concepimus mente etiam eloquendo possemus: quod magis deesse ceteris animalibus quam intellectum et cogitationem quandam videmus. Nam et mollire cubilia et nidos texere et educare fetus et excludere, quin etiam reponere in hiemem alimenta, opera quaedam nobis inimitabilia (qualia sunt cerarum ac mellis) efficere nonnullius fortasse rationis est; sed, quia carent sermone quae id faciunt, muta atque inrationalia vocantur.
Costrutti e analisi del periodo
I 4 costrutti di questa versione, ognuno dentro la frase in cui compare, con la resa in italiano e la spiegazione.
Comparativa con nullo magis … quam
Et hercule deus ille princeps, parens rerum fabricatorque mundi, nullo magis hominem separavit a ceteris, quae quidem mortalia essent, animalibus quam dicendi facultate.
E per Ercole, quel dio sommo, padre delle cose e artefice del mondo, non separò l'uomo dagli altri animali mortali più di quanto lo abbia fatto con la facoltà del discorso.
nullo magis … quam vale «non … più di quanto … con la facoltà del discorso». «nullo magis … quam» è una costruzione comparativa che esprime il grado massimo della distinzione: «per nessun mezzo più che per la parola». «Nullo» è ablativo di mezzo.
Infinitiva (accusativo con infinito)
Rationem igitur nobis praecipuam dedit eiusque nos socios esse cum dis immortalibus voluit.
Ci ha dunque dato la ragione come dono principale e ha voluto che fossimo partecipi di essa insieme agli dèi immortali.
nos socios esse vale «che noi fossimo partecipi». «nos socios esse» è una proposizione infinitiva dipendente da «voluit»: il soggetto dell'infinito è all'accusativo («nos»), il predicativo «socios» concorda con esso.
Periodo ipotetico dell'irrealtà
Sed ipsa ratio neque tam nos iuvaret neque tam esset in nobis manifesta nisi quae concepimus mente etiam eloquendo possemus:
Ma la ragione stessa non ci gioverebbe tanto e non sarebbe tanto manifesta in noi se non potessimo anche esprimere con la parola ciò che concepiamo nella mente:
iuvaret … esset … nisi … possemus vale «non gioverebbe … né sarebbe … se non potessimo». «neque iuvaret neque esset … nisi … possemus» è un periodo ipotetico dell'irrealtà con congiuntivi imperfetti in entrambe le proposizioni, indicando una condizione contraria al fatto.
Proposizione causale con quia
sed, quia carent sermone quae id faciunt, muta atque inrationalia vocantur.
ma, poiché quelli che lo fanno sono privi di linguaggio, vengono chiamati muti e irrazionali.
quia carent sermone vale «poiché sono privi del linguaggio». «quia carent sermone» è una causale all'indicativo che indica una causa presentata come oggettiva e reale. Il verbo «carere» regge l'ablativo «sermone».
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Analisi parola per parola
Le frasi della versione una per una, numerate. Tocca una parola per lemma, paradigma, analisi morfologica, funzione sintattica e significati.
1
E per Ercole, quel dio sommo, padre delle cose e artefice del mondo, non separò l'uomo dagli altri animali mortali più di quanto lo abbia fatto con la facoltà del discorso.
Le parole sottolineate si aprono: toccane una.
Etcongiunzione, congiunzione coordinante con valore rafforzativo, introduce l'esclamazione: «e; ma anche».
deus (deus, -i, m.)sostantivo, nominativo maschile singolare, 2ª declinazione, soggetto della proposizione principale: «il dio; la divinità».
illepronome.
princepsaggettivo.
parenssostantivo.
rerumsostantivo.
fabricatorquesostantivo.
mundisostantivo.
nullopronome.
magisavverbio.
hominemsostantivo.
separavitverbo.
apreposizione.
ceterisaggettivo.
quaepronome.
quidemavverbio.
mortaliaaggettivo.
essentverbo.
animalibussostantivo.
quamcongiunzione.
dicendiverbo.
facultatesostantivo.
2
Vediamo infatti che i corpi degli animali muti sono superiori per grandezza, forza, robustezza, resistenza, velocità, e che hanno meno bisogno di aiuto acquisito dall'esterno;
Namcongiunzione.
corporasostantivo.
quidemavverbio.
magnitudinesostantivo.
viribussostantivo.
firmitatesostantivo.
patientiasostantivo.
velocitatesostantivo.
praestantioraaggettivo.
inpreposizione.
illispronome.
mutisaggettivo.
videmusverbo.
eadempronome.
minusavverbio.
egereverbo.
adquisitaeparticipio.
extrinsecusavverbio.
opissostantivo.
3
sanno infatti per natura stessa muoversi più velocemente, nutrirsi e attraversare le acque senza bisogno di insegnamento, molti si proteggono dal freddo con il proprio corpo e hanno armi innate e un cibo quasi sempre a portata di mano, cose per le quali gli uomini faticano molto.
namcongiunzione.
etcongiunzione.
ingrediverbo.
citiusavverbio.
etcongiunzione.
pasciverbo.
etcongiunzione.
tranareverbo.
aquassostantivo.
citrapreposizione.
docentemparticipio.
naturasostantivo.
ipsapronome.
sciuntverbo.
etcongiunzione.
pleraquepronome.
contrapreposizione.
frigussostantivo.
expreposizione.
suoaggettivo.
corporesostantivo.
vestiunturverbo.
etcongiunzione.
armasostantivo.
iispronome.
ingenitaaggettivo.
quaedampronome.
etcongiunzione.
expreposizione.
obvioaggettivo.
fereavverbio.
victussostantivo.
circapreposizione.
quaepronome.
omniapronome.
multusaggettivo.
hominibussostantivo.
laborsostantivo.
estverbo.
4
Ci ha dunque dato la ragione come dono principale e ha voluto che fossimo partecipi di essa insieme agli dèi immortali.
Rationemsostantivo.
igiturcongiunzione.
nobispronome.
praecipuamaggettivo.
deditverbo.
eiusquepronome.
nospronome.
sociossostantivo.
esseverbo.
cumpreposizione.
dissostantivo.
immortalibusaggettivo.
voluitverbo.
5
Ma la ragione stessa non ci gioverebbe tanto e non sarebbe tanto manifesta in noi se non potessimo anche esprimere con la parola ciò che concepiamo nella mente:
Sedcongiunzione.
ipsapronome.
ratiosostantivo.
nequecongiunzione.
tamavverbio.
nospronome.
iuvaretverbo.
nequecongiunzione.
tamavverbio.
essetverbo.
inpreposizione.
nobispronome.
manifestaaggettivo.
nisicongiunzione.
quaepronome.
concepimusverbo.
mentesostantivo.
etiamavverbio.
eloquendoverbo.
possemusverbo.
6
e vediamo che questo manca agli altri animali più che l'intelletto e una certa capacità di pensiero.
quodpronome.
magisavverbio.
deesseverbo.
ceterisaggettivo.
animalibussostantivo.
quamcongiunzione.
intellectumsostantivo.
etcongiunzione.
cogitationemsostantivo.
quandampronome.
videmusverbo.
7
Ammorbidire i giacigli, costruire nidi, allevare ed escludere i piccoli, e anche conservare il cibo per l'inverno, compiere lavori per noi inimitabili (come la cera e il miele) è forse qualcosa che richiede una certa ragione;
Namcongiunzione.
etcongiunzione.
mollireverbo.
cubiliasostantivo.
etcongiunzione.
nidossostantivo.
texereverbo.
etcongiunzione.
educareverbo.
fetussostantivo.
etcongiunzione.
excludereverbo.
quincongiunzione.
etiamavverbio.
reponereverbo.
inpreposizione.
hiememsostantivo.
alimentasostantivo.
operasostantivo.
quaedampronome.
nobispronome.
inimitabiliaaggettivo.
qualiapronome.
suntverbo.
cerarumsostantivo.
accongiunzione.
mellissostantivo.
efficereverbo.
nonnulliusaggettivo.
fortasseavverbio.
rationissostantivo.
estverbo.
8
ma, poiché quelli che lo fanno sono privi di linguaggio, vengono chiamati muti e irrazionali.
sedcongiunzione.
quiacongiunzione.
carentverbo.
sermonesostantivo.
quaepronome.
idpronome.
faciuntverbo.
mutaaggettivo.
atquecongiunzione.
inrationaliaaggettivo.
vocanturverbo.
Glossario e paradigmi
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Nam×3
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nobis×3
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ceteris×2
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est×2
è
etiam×2
anche
ex×2
con
ipsa×2
stessa
magis×2
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neque×2
né
nos×2
noi
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quam×2
che
quidem×2
certamente
Sed×2
ma
tam×2
tanto
videmus×2
vediamo
a
da
ac
e
adquisitae
acquisito
alimenta
il cibo
aquas
le acque
arma
armi
atque
e
carent
sono privi
cerarum
della cera
circa
per
citius
più velocemente
citra
senza
cogitationem
la capacità di pensiero
concepimus
concepiamo
contra
contro
corpora
i corpi
corpore
il corpo
cubilia
i giacigli
cum
con
dedit
ha dato
deesse
mancare
deusdeus, -i, m.
il dio
dicendi
del discorso
dis
gli dèi
docentem
insegnamento
eadem
gli stessi
educare
allevare
efficere
compiere
egere
aver bisogno
eiusque
e di essa
eloquendo
esprimendo con la parola
esse
essere
essent
fossero
esset
sarebbe
excludere
escludere
extrinsecus
dall'esterno
fabricatorque
e artefice
faciunt
fanno
facultate
con la facoltà
fere
quasi sempre
fetus
i piccoli
firmitate
per la robustezza
fortasse
forse
frigus
il freddo
HerculesHercules, -is, m.
per Ercole
hiemem
l'inverno
hominem
l'uomo
hominibus
agli uomini
id
ciò
igitur
dunque
iis
a loro
ille
quello
illis
quegli
immortalibus
immortali
ingenita
innate
ingredi
muoversi
inimitabilia
inimitabili
inrationalia
irrazionali
intellectum
l'intelletto
iuvaret
gioverebbe
labor
fatica
magnitudine
per grandezza
manifesta
manifesta
mellis
del miele
mente
nella mente
minus
meno
mollire
ammorbidire
mortalia
mortali
multus
grande
mundi
del mondo
muta
muti
mutis
muti
natura
per natura
nidos
i nidi
nisi
se non
nonnullius
di qualche
nullo
per nessun altro mezzo
obvio
portata di mano
omnia
tutte
opera
lavori
opis
di aiuto
parens
padre
pasci
nutrirsi
patientia
per la resistenza
pleraque
molti
possemus
potessimo
praecipuam
principale
praestantiora
superiori
princeps
sommo
qualia
quali
quandam
una certa
quia
poiché
quin
anzi
quod
ciò che
ratio
la ragione
Rationem
la ragione
rationis
ragione
reponere
conservare
rerum
delle cose
sciunt
sanno
separavit
separò
sermone
del linguaggio
socios
partecipi
sunt
sono
suo
proprio
texere
costruire
tranare
attraversare
velocitate
per la velocità
vestiuntur
si coprono
victus
il cibo
viribus
per la forza
vocantur
vengono chiamati
voluit
ha voluto
Domande frequenti su questa versione
Come si traduce «Et hercule deus ille princeps, parens rerum fabricatorque mundi»?
La frase si traduce: «E per Ercole, quel dio sommo, padre delle cose e artefice del mondo». Quintiliano nell'Institutio oratoria apre con un'invocazione solenne per sottolineare l'origine divina della facoltà oratoria dell'uomo.
Perché Quintiliano afferma che gli animali sono superiori all'uomo fisicamente?
Nell'Institutio oratoria Quintiliano riconosce che le bestie superano l'uomo in grandezza, forza, resistenza, velocità e hanno meno bisogno di aiuto esterno. Sanno muoversi, nutrirsi, nuotare e ripararsi dal freddo per istinto naturale. Ma questa superiorità fisica è compensata dal dono della parola.
Qual è il rapporto tra ragione e parola secondo Quintiliano?
Quintiliano sostiene che la ragione da sola non basterebbe e non sarebbe manifesta in noi se non potessimo esprimere con le parole ciò che concepiamo nella mente. Gli animali forse possiedono una forma di ragione, ma poiché sono privi del linguaggio vengono chiamati muti e irrazionali.
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