Caricamento…
Caricamento…
latino · Seneca
Seneca · De brevitate vitae
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Seneca nel trattato De brevitate vitae riflette su come gli uomini sottovalutino il tempo, la risorsa più preziosa. Pur rifiutando di prestare denaro o fatica, regalano il tempo come fosse gratuito; solo di fronte alla morte comprendono il suo valore.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Sono solito meravigliarmi quando vedo alcuni che chiedono tempo e coloro che gli vengono richiesti sono facilissimi nel concedere; entrambi guardano a ciò per cui il tempo è chiesto, ma nessuno dei due guarda al tempo stesso: come se non si chiedesse nulla, come se nulla si desse. La cosa più preziosa di tutte viene giocata d'azzardo; ma li inganna il fatto che è una cosa incorporale, perché non viene sotto gli occhi e quindi viene stimata vilissima, anzi quasi non ha alcun prezzo. Gli uomini ricevono carissimi i doni annuali e coloro che li chiedono in prestito affidano loro o una fatica o un'opera o la loro diligenza: nessuno stima il tempo; lo usano più liberamente come se fosse gratuito. Ma guarda quegli stessi malati, se il pericolo di morte è stato avvicinato più, che toccano le ginocchia dei medici, se temono una punizione capitale, pronti a spendere tutto il loro per vivere! Tanta è la discordia dei loro sentimenti! Che se si potesse proporre a qualcuno il numero dei suoi anni passati così come quello dei futuri, come coloro che vedessero pochi anni rimanenti tremerebbero, come risparmierebbe loro! Eppure è facile distribuire qualunque cosa esigua che sia certa; ciò che dovresti conservare con più diligenza è quello di cui non sai quando verrà meno. Tuttavia non è vero che loro ignorino quanto sia cara quella cosa: sogliono dire a coloro che amano moltissimo che sono pronti a dare una parte dei loro anni: danno e non comprendono: danno però in modo che si sottraggono a se stessi senza aumento per quelli. Ma neppure sanno se si sottraggono; perciò la perdita di quel danno nascosto è loro tollerabile. Nessuno restituirà i tuoi anni, nessuno ti renderà di nuovo a te stesso. La vita andrà dove ha cominciato e non farà tornare il suo corso né lo fermerà; nulla turberà, nulla ti avvertirà della sua velocità: scorrerà silenziosa. Non la farà progredire più a lungo l'imperio di un re, né il favore del popolo: come è stata mandata dal primo giorno, correrà, non devia da nessuna parte, non si fermerà da nessuna parte. Che cosa accadrà? Tu sei occupato, la vita si affretta; la morte intanto sopraggiungerà, alla quale tu voglia o no devi essere libero.
Mirari soleo cum video aliquos tempus petentes et eos qui rogantur facillimos; illud uterque spectat propter quod tempus petitum est, ipsum quidem neuter: quasi nihil petitur, quasi nihil datur. Re omnium pretiosissima luditur; fallit autem illos, quia res incorporalis est, quia sub oculos non venit ideoque vilissima aestimatur, immo paene nullum eius pretium est. 2 Annua, congiaria homines carissime accipiunt et illis aut laborem aut operam aut diligentiam suam locant: nemo aestimat tempus; utuntur illo laxius quasi gratuito. At eosdem aegros vide, si mortis periculum propius admotum est, medicorum genua tangentes, si metuunt capitale supplicium, omnia sua, ut vivant, paratos impendere! Tanta in illis discordia affectuum est! 3 Quodsi posset quem-admodum praeteritorum annorum cuiusque numerus proponi, sic futurorum, quomodo illi qui paucos viderent superesse trepidarent, quomodo illis parcerent! Atqui facile est quamuis exiguum dispensare quod certum est; id debet servari diligentius quod nescias quando deficiat. 4 Nec est tamen quod putes illos ignorare quam cara res sit: dicere solent eis quos valdissime diligunt paratos se partem annorum suorum dare: dant nec intellegunt: dant autem ita ut sine illorum incremento sibi detrahant. Sed hoc ipsum an detrahant nesciunt; ideo tolerabilis est illis iactura detrimenti latentis. 5 Nemo restituet annos, nemo iterum te tibi reddet. Ibit qua coepit aetas nec cursum suum aut revocabit aut supprimet; nihil tumultuabitur, nihil admonebit velocitatis suae: tacita labetur. Non illa se regis imperio, non favore populi longius proferet: sicut missa est a primo die, curret, nusquam devertetur, nusquam remorabitur. Quid fiet? Tu occupatus es, vita festinat; mors interim aderit, cui velis nolis vacandum est.
VersiaPer iPhone e iPadPresto anche nel browser
Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. E la versione di domani la fotografi e ce l’hai.Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. Lascia l’email: ti scriviamo appena apre.
I 171 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Sono solito meravigliarmi quando vedo alcuni che chiedono tempo e coloro che gli vengono richiesti sono facilissimi nel concedere; entrambi guardano a ciò per cui il tempo è chiesto, ma nessuno dei due guarda al tempo stesso: come se non si chiedesse nulla, come se nulla si desse. È l'inizio della versione di Seneca, De brevitate vitae.
Nel De brevitate vitae Seneca contrappone il rifiuto di prestare denaro al facile prestito del tempo, e mostra come solo il pericolo di morte rende gli uomini consapevoli dell'autentico valore della vita.
Altri passi di Seneca già tradotti e analizzati.