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greco · Senofonte
Senofonte · Anabasi
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Senofonte, ateniese e discepolo di Socrate, racconta nell'Anabasi la spedizione di Ciro il Giovane contro il fratello Artaserse. Questo passo segue la marcia dell'esercito da Sardi fino a Celene, con le tappe, i fiumi e le città attraversate.
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Ciro, avendo con sé coloro che ho menzionato, partì da Sardi e marciò attraverso la Lidia per tre tappe, ventidue parasanghe, fino al fiume Meandro. La larghezza di questo è di due pletri. Vi era sopra un ponte costruito con barche. Attraversatolo, marciò attraverso la Frigia per una tappa, otto parasanghe, fino a Colosse, città abitata, prospera e grande. Lì rimase sette giorni. E giunse Menone il Tessalo, avendo con sé mille opliti e cinquecento peltasti, Dolopi, Eniani e Olinti. Marciò per tre tappe, venti parasanghe, fino a Celene, città della Frigia abitata, grande e prospera. Lì Ciro aveva un palazzo e un grande parco pieno di animali selvatici, che egli cacciava a cavallo, quando voleva esercitare se stesso e i cavalli. Attraverso il mezzo del parco scorre il fiume Meandro. Le sue sorgenti sono all'interno del palazzo. Scorre anche attraverso la città di Celene. A Celene c'è anche un palazzo del Gran Re, fortificato presso le sorgenti del fiume Marsia, sotto l'acropoli. Anche questo scorre attraverso la città e si getta nel Meandro. La larghezza del Marsia è di venticinque piedi. Lì si dice che Apollo scorticò Marsia, dopo averlo vinto in una gara di sapienza, e che appese la pelle nella grotta da cui sgorgano le sorgenti. Per questo motivo il fiume è chiamato Marsia. Lì si dice che Serse, ritirandosi dalla Grecia dopo essere stato sconfitto in battaglia, costruì questo palazzo e l'acropoli di Celene. Lì Ciro rimase trenta giorni.
Κῦρος δὲ ἔχων οὓς εἴρηκα ὡρμᾶτο ἀπὸ Σάρδεων καὶ ἐξελαύνει διὰ τῆς Λυδίας σταθμοὺς τρεῖς παρασάγγας εἴκοσι καὶ δύο ἐπὶ τὸν Μαίανδρον ποταμόν. Τούτου τὸ εὖρος δύο πλέθρα· γέφυρα δὲ ἐπῆν ἐζευγμένη πλοίοις. Τοῦτον διαβὰς ἐξελαύνει διὰ Φρυγίας σταθμὸν ἕνα παρασάγγας ὀκτὼ εἰς Κολοσσάς, πόλιν οἰκουμένην καὶ εὐδαίμονα καὶ μεγάλην. Ἐνταῦθα ἔμεινεν ἡμέρας ἑπτά· καὶ ἧκε Μένων ὁ Θετταλὸς ὁπλίτας ἔχων χιλίους καὶ πελταστὰς πεντακοσίους, Δόλοπας καὶ Αἰνιᾶνας καὶ Ὀλυνθίους. Σταθμοὺς τρεῖς παρασάγγας εἴκοσιν ἐξελαύνει εἰς Κελαινὰς, τῆς Φρυγίας πόλιν οἰκουμένην, μεγάλην καὶ εὐδαίμονα. Ἐνταῦθα Κύρῳ βασίλεια ἦν καὶ παράδεισος μέγας ἀγρίων θηρίων πλήρης, ἃ ἐκεῖνος ἐθήρευεν ἀπὸ ἵππου, ὁπότε γυμνάσαι βούλοιτο ἑαυτόν τε καὶ τοὺς ἵππους. Διὰ μέσου δὲ τοῦ παραδείσου ῥεῖ ὁ Μαίανδρος ποταμός· αἱ δὲ πηγαὶ αὐτοῦ εἰσὶν ἐκ τῶν βασιλείων· ῥεῖ δὲ καὶ διὰ τῆς Κελαινῶν πόλεως. Ἔστι δὲ καὶ μεγάλου βασιλέως βασίλεια ἐν Κελαιναῖς ἐρυμνὰ ἐπὶ ταῖς πηγαῖς τοῦ Μαρσύου ποταμοῦ ὑπὸ τῇ ἀκροπόλει· ῥεῖ δὲ καὶ οὗτος διὰ τῆς πόλεως καὶ ἐμβάλλει εἰς τὸν Μαίανδρον· τοῦ δὲ Μαρσύου τὸ εὖρός ἐστιν εἴκοσι καὶ πέντε ποδῶν. Ἐνταῦθα λέγεται Ἀπόλλων ἐκδεῖραι Μαρσύαν νικήσας ἐρίζοντά οἱ περὶ σοφίας, καὶ τὸ δέρμα κρεμάσαι ἐν τῷ ἄντρῳ ὅθεν αἱ πηγαί· διὰ δὲ τοῦτο ὁ ποταμὸς καλεῖται Μαρσύας. Ἐνταῦθα Ξέρξη – ἐκ τῆς Ἑλλάδος ἡττηθεὶς τῇ μάχῃ ἀπεχώρει, λέγεται οἰκοδομῆσαι ταῦτά βασίλεια καὶ τὴν Κελαινῶν ἀκρόπολιν. Ἐνταῦθα ἔμεινε Κῦρος ἡμέρας τριάκοντα
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È un'unità di misura persiana di distanza, pari a circa cinque o sei chilometri, usata da Senofonte per indicare le tappe della marcia.
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