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latino · Seneca
Seneca · De vita beata
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
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«Parli diversamente», dici, «da come vivi». Questo rimprovero, proprio di animi maligni e nemicissimi a chiunque eccella, è stato rivolto a Platone, a Epicuro, a Zenone; infatti tutti costoro non parlavano di come vivessero loro stessi, ma di come dovessero vivere. Parlo di virtù, non di me, e quando critico i vizi, critico prima di tutto i miei: quando potrò, vivrò come è necessario. E questa malignità, imbevuta di tanto veleno, non mi distoglierà dalle cose migliori; nemmeno quel veleno che voi spargete su altri e con cui vi uccidete vi impedirà a me di perseverare nel lodare la vita non quella che vivo ma quella che so che devo vivere, nell'adorare la virtù e nel seguirla da una distanza enorme, striscando. Mi aspetto forse che qualcosa sfugga alla malevolenza, a cui non fu sacro né Rutilio né Catone? Importa a qualcuno se a coloro cui Demetrio il Cinico sembra troppo poco povero appaia troppo ricco? Dicono che questo uomo, asprissimo e combattente contro tutti i desideri della natura, sia più povero degli altri Cinici perché, avendo proibito a se stesso di possedere, ha anche proibito di chiedere, quindi non è sufficientemente indigente. Vedi infatti: ha insegnato non la scienza della virtù ma la professione della povertà.
«Aliter», inquis, «loqueris, aliter vivis». Hoc, malignissima capita et optimo cuique inimicissima, Platoni obiectum est, obiectum Epicuro, obiectum Zenoni; omnes enim isti dicebant non quemadmodum ipsi viverent, sed quemadmodum esset ipsis vivendum. De virtute, non de me loquor, et cum vitiis convicium facio, in primis meis facio: cum potuero, vivam quomodo oportet. Nec malignitas me ista multo veneno tincta deterrebit ab optimis; ne virus quidem istud quo alios spargitis, quo vos necatis, me impediet quominus perseverem laudare vitam non quam ago sed quam agendam scio, quominus virtutem adorem et ex intervallo ingenti reptabundus sequar. Expectabo' scilicet ut quicquam malivolentiae inviolatum sit, cui sacer nec Rutilius fuit nec Cato? Curet aliquis an istis nimis dives videatur quibus Demetrius Cynicus parum pauper est? Virum acerrimum et contra omnia naturae desideria pugnantem, hoc pauperiorem quam ceteros Cynicos quod, cum sibi interdixerit habere, interdixit et poscere, negant satis egere. Vides enim: non virtutis scientiam sed egestatis professus est. 1. Exspectabo ... ut: il verbo exspecto è qui costruito con ut + congiuntivo.
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I 112 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Incoerenza di vita e ricerca della virtù sui manuali scolastici, con pagina e numero.
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