Caricamento…
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di Seneca
I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
1
«Parli diversamente», dici, «da come vivi». Questo rimprovero, proprio di animi maligni e nemicissimi a chiunque eccella, è stato rivolto a Platone, a Epicuro, a Zenone; infatti tutti costoro non parlavano di come vivessero loro stessi, ma di come dovessero vivere. Parlo di virtù, non di me, e quando critico i vizi, critico prima di tutto i miei: quando potrò, vivrò come è necessario. E questa malignità, imbevuta di tanto veleno, non mi distoglierà dalle cose migliori; nemmeno quel veleno che voi spargete su altri e con cui vi uccidete vi impedirà a me di perseverare nel lodare la vita non quella che vivo ma quella che so che devo vivere, nell'adorare la virtù e nel seguirla da una distanza enorme, striscando. Mi aspetto forse che qualcosa sfugga alla malevolenza, a cui non fu sacro né Rutilio né Catone? Importa a qualcuno se a coloro cui Demetrio il Cinico sembra troppo poco povero appaia troppo ricco? Dicono che questo uomo, asprissimo e combattente contro tutti i desideri della natura, sia più povero degli altri Cinici perché, avendo proibito a se stesso di possedere, ha anche proibito di chiedere, quindi non è sufficientemente indigente. Vedi infatti: ha insegnato non la scienza della virtù ma la professione della povertà.
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Se quindi qualcuno di quelli che calunniano la filosofia come solito fare dicesse: «Perché allora parli con maggior forza di quanto vivi? Perché anche abbassate le parole al livello superiore e considerate il denaro uno strumento a te necessario e sei mosso dal danno e versi lacrime all'udire della morte della moglie o di un amico e riguardi la fama e sei toccato dalle maligne dicerie? Perché il tuo podere è più curato di quanto l'uso naturale desideri? Perché non ceni secondo il tuo insegnamento? Perché hai mobili più raffinati? Perché presso di te si beve vino più vecchio dell'età tua? Perché si dispone l'oro? Perché si piantano alberi che non daranno altro che ombra? Perché la tua moglie porta il censo di una casa ricca al collo? Perché il pedagogo è cinto di veste preziosa? Perché presso di te è arte il servire e non disordinatamente e come piace si colloca l'argento, ma con perizia si ordina e c'è qualcuno incaricato di tagliare il cibo?». Aggiungi pure, se vuoi: «Perché possiedi terre al di là del mare? Perché più di quanto conosci? Perché sei così miseramente negligente da non conoscere neppure i pochi schiavi, oppure così lussureggiante da averne più di quanti la memoria della conoscenza possa bastare?». Affronterò in seguito le vostre accuse e mi attribuirai più di quanto pensi; ora ti rispondo così: non sono sapiente e, affinché alimenti la tua malevolenza, neppure lo sarò. Esigi dunque da me, non di essere pari ai migliori, ma di essere migliore dei cattivi: questo mi basta, togliere ogni giorno qualcosa dai miei vizi e riprendere i miei errori. Non sono giunto alla sanità, e neppure giungerò; compongo piuttosto calmanti che rimedi alla mia gotta, contentissimo se capita di rado e se mi tormenta meno: paragonato ai vostri piedi, sono un corridore, benché deboli. Io non parlo per me (infatti mi trovo nel profondo di tutti i vizi), ma per colui che ha compiuto qualcosa.
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