Caricamento…
Caricamento…
latino · Catullo
Catullo · Carmina
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Catullo nel Liber catullianus critica aspramente il Celtiber Egnazio per il suo sorriso continuo e inopportuno, che manifesta in ogni occasione anche nelle più dolorose. Il poeta scopre poi che i Celtiberi si puliscono i denti con l'urina, rendendo così il sorriso di Egnazio ancora più disgustoso.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Egnazio, perché ha i denti bianchi, sorride continuamente. Se si arriva a un processo, quando l'oratore suscita il pianto, sorride lui; se al rogo di un figlio pio si piange, con la madre che grida orfana il suo unico figlio, sorride lui. Qualunque cosa, dovunque, comunque agisce, sorride: ha questo vizio, e non è nemmeno elegante, a mio parere, né urbano. Perciò devi essere avvertito da me, buon Egnazio. Se fossi romano o Sabino o Tiburtino o grasso Umbro o obeso Etrusco o Lanuvino scuro e dentato o Transpadano, per toccare anche i miei concittadini, o chiunque altro che si lava bene i denti, tuttavia non vorrei che sorridessi continuamente: nulla infatti è più inetto di un riso inetto. Ora sei Celtiber: in terra celtibetica, ognuno di solito si strofina al mattino i denti e la gengiva rossa con quel che ha orinato, cosicché quanto più lucido è questo vostro dente, tanto più questo ti predica bevitore di urina.
Egnatius, quod candidos habet dentes, renidet usque quaque. si ad rei ventum est subsellium, cum orator excitat fletum, renidet ille; si ad pii rogum fili lugetur, orba cum flet unicum mater, renidet ille. quidquid est, ubicumque est, quodcumque agit, renidet: hunc habet morbum, neque elegantem, ut arbitror, neque urbanum. Quare monendum est te mihi, bone Egnati. Si urbanus esses aut Sabinus aut Tiburs aut pinguis Vmber aut obesus Etruscus aut Lanuvinus ater atque dentatus aut Transpadanus, ut meos quoque attingam, aut quilubet, qui puriter lavit dentes, tamen renidere usque quaque te nollem: nam risu inepto res ineptior nulla est. Nunc Celtiber es: Celtiberia in terra, quod quisque minxit, hoc sibi solet mane dentem atque russam defricare gingivam, ut quo iste vester expolitior dens est, hoc te amplius bibisse praedicet loti.
VersiaPer iPhone e iPadPresto anche nel browser
Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. E la versione di domani la fotografi e ce l’hai.Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. Lascia l’email: ti scriviamo appena apre.
I 86 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Egnazio, perché ha i denti bianchi, sorride continuamente. È l'inizio della versione di Catullo, Liber catullianus.
Nel Liber catullianus Catullo stigmatizza il vizio di Egnazio di sorridere sempre inopportunamente e senza grazia, e rivela con sarcasmo che i Celtiberi usano l'urina per pulirsi i denti, cosa che rende il suo sorriso ancora più ripugnante e offensivo.
Altri passi di Catullo già tradotti e analizzati.