Caricamento…
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di Catullo
I passi più studiati, verso per verso: accanto a ogni verso, il suo pezzo di traduzione. Tocca una parola e si accende la sua resa.
1metri vari
«A chi regalo questo grazioso libretto nuovo, appena rifinito con pomice asciutto? A te, Cornelio: infatti tu avevi l'abitudine di considerare le mie sciocchezze come qualcosa di valore, già allora, quando tu solo fra gli Italiani osasti spiegare l'intera eternità in tre rotoli, dotti, per Giove, e laboriosi. Perciò possiedi tutto ciò che è questo libretto, qualunque sia; che, o vergine protettrice, rimanga eterno per più di un secolo!»
2metri vari
Passero, delizia della mia ragazza, con cui soleva giocare, tenere in seno, offrirti il dito e sollecitare morsi affilati, quando essa nel desiderio di me ardente vuole scherzare con qualcosa di caro e trovare sollievo al suo dolore, credo affinché si calmi allora il violento ardore: vorrei poter giocare con te come lei e alleviare le tristi preoccupazioni del mio animo!
11vv. 1-24strofe saffica minore
36metri vari
Gli Annali di Volusio, carta sporca, soddisfate il voto fatto per la mia ragazza. Infatti ha votato alla santa Venere e a Cupido che, se io fossi stato restituito e avessi lanciato i miei aspri giambi, avrebbe donato al dio dai piedi lenti le più scelte opere del peggiore poeta, da bruciare su legni infausti. E questa cattivissima ragazza ha visto bene di fare questo voto agli dèi in modo giocoso e piacevole. Ora tu, dea nata dal mare azzurro, che abiti il sacro Idalio e gli Uroenti aperti e che visiti Ancona e la Cnido ricca di canne e Amanto e Golgi e Durazzo porto dell'Adriatico, gradisci il voto compiuto e restituito, se non è insulso e sgradevole. Ma voi intanto venite al fuoco, annali di Volusio pieni di rustichezza e di mancanza di grazia, carta sporca.
39metri vari
Egnazio, perché ha i denti bianchi, sorride continuamente. Se si arriva a un processo, quando l'oratore suscita il pianto, sorride lui; se al rogo di un figlio pio si piange, con la madre che grida orfana il suo unico figlio, sorride lui. Qualunque cosa, dovunque, comunque agisce, sorride: ha questo vizio, e non è nemmeno elegante, a mio parere, né urbano. Perciò devi essere avvertito da me, buon Egnazio. Se fossi romano o Sabino o Tiburtino o grasso Umbro o obeso Etrusco o Lanuvino scuro e dentato o Transpadano, per toccare anche i miei concittadini, o chiunque altro che si lava bene i denti, tuttavia non vorrei che sorridessi continuamente: nulla infatti è più inetto di un riso inetto. Ora sei Celtiber: in terra celtibetica, ognuno di solito si strofina al mattino i denti e la gengiva rossa con quel che ha orinato, cosicché quanto più lucido è questo vostro dente, tanto più questo ti predica bevitore di urina.
46metri vari
Ormai la primavera riporta i tiepidi calori, ormai la furia equinoziale del cielo tace ai gradevoli Zeffiri dorati. Abbandonino i campi frigi, Catullo, e il fertile territorio di Nicea infocato: voliamo verso le chiare città dell'Asia. Ormai la mente, trepidante, desidera vagare, ormai i piedi lieti si ravvivano di zelo. O dolci assembramenti di compagni, state bene: voi che partimmo insieme da casa, strade diverse vi riportano in varie direzioni.
49metri vari
Oratorissimo tra i discendenti di Romolo, quanti ce ne sono e quanti ce ne furono, quanti ce ne saranno negli anni a venire, Marco Tullio, Catullo, il peggiore tra tutti i poeti, ti rende grazie grandissime, tanto peggiore tra tutti i poeti, quanto tu sei il migliore tra tutti i patroni.
58metri vari
Caio, la nostra Lesbia, quella Lesbia. Quella Lesbia che Catullo amò più di se stesso e di tutti i suoi cari: ora nelle piazze e nei vicoli si spoglia per i discendenti del magnanimo Remo.
60metri vari
Quale leonessa dei monti libici, quale Scilla latratrice nelle sue parti più basse, ti ha generato con cuore così duro e aspetto così orrido, che hai disprezzato la voce di un supplice nel momento estremo, con animo così feroce?
65metri vari
Sebbene il dolore continuo e la sofferenza mi distolgano dalle dotte giovani, Ortalo, e la mia mente non possa produrre i dolci frutti delle Muse, agitata com'è da tali mali-- poiché poco fa l'onda del Lete ha bagnato il pallido piede di mio fratello, il quale la terra di Troia, sotto la sponda Roetea, lo ha sepolto sottraendolo ai miei occhi. Ti rivolgerò la parola, ti ascolterò mentre parli? Non ti vedrò mai più, fratello più caro della vita? Ma certo ti amerò sempre, sempre piangerò con tristi versi la tua morte, simile al modo in cui canta sotto i rami folti l'usignolo di Daulia, gemendo il fato del piccolo Itilo. Eppure fra tanti dolori, Ortalo, ti mando questi versi tratti dall'opera di Battiade, perché le tue gesta, affidate invano ai venti erranti, non credere che siano sfuggite dalla mia mente, come il dono inviato di nascosto dallo sposo cade dal grembo casto della vergine: il pomo rotola via dal seno morbido dove la sventurata l'aveva riposto, finché all'arrivo della madre balza fuori e cadendo precipita giù, e mentre scivola il rossore consapevole scorre sulla triste fronte della fanciulla.
69metri vari
Non meravigliarti del perché nessuna donna voglia stendersi accanto a te, Rufo, nemmeno se la sedessi con doni di rari vestiti o con piaceri di trasparenti gemme. Ti danneggia una brutta maldicenza, secondo la quale sotto le cavità delle tue ascelle abita un capro selvaggio e terribile. Tutti lo temono; e non è strano: è davvero una bestia terribile, e nessuna bella ragazza vuol coricarsi con uno che ce l'ha. Perciò o uccidi questo orrore delle narici, o smetti di meravigliarti del perché scappino.
70metri vari
Nessuna donna dice che vorrebbe sposarsi più volentieri con me, nemmeno se lo chiedesse Giove stesso. Lo dice: ma quello che una donna dice a un amante desideroso, è giusto scriverlo nel vento e nell'acqua che scorre veloce.
72metri vari
Un tempo mi dicevi che conoscevi solo Catullo e che non vorresti tenere nemmeno Giove al mio posto. Allora ti amai non come il volgo ama un'amante, ma come un padre ama i figli e i generi. Ora ti conosco: e benché io bruci più intensamente, tuttavia tu sei molto più vile e leggera per me. Come è possibile? chiedi. Perché un tradimento così grave costringe chi ama ad amare di più, ma a volere bene di meno.
75metri vari
A questo è stato ridotto il mio animo, Lesbia, per colpa tua, e si è perduto da sé nel suo stesso dovere, così che non potrebbe più volere il tuo bene nemmeno se diventassi la migliore, neppure potrebbe smettere di amarti anche se facessi qualsiasi cosa.
83metri vari
Lesbia dinanzi al suo uomo dice molte cose cattive su di me: questo è per lo sciocco il massimo piacere. Mulo, non senti nulla? Se dimentica di me e tacesse, sarebbe sana: ora che biasciaca e insolentisce, non solo si ricorda di me, ma, quel che è molto più grave, è furiosa. Questo significa: brucia e parla.
86metri vari
Quinti è bella per molti. Per me è bianca, alta, dritta: queste qualità io confesso singolarmente. Ma nego che sia bella in tutto: infatti non c'è grazia, non c'è nemmeno un'ombra di sale in un corpo così grande. Lesbia è bella, perché quando è bellissima nel complesso, allora sola ha rubato tutte le grazie di Venere a tutte le donne.
92metri vari
Lesbia sempre mi parla male e non tace mai su di me: possa io morire se Lesbia non mi ama. Quale è il segno? Perché sono tante anche le mie parole: le chiedo scusa costantemente, ma possa io morire se non l'amo.
96metri vari
Se qualcosa di gradito e accetto può giungere ai sepolcri silenziosi dal nostro dolore, Calvo, dolore con cui rinnoviamo gli antichi amori e piangiamo le amicizie un tempo abbandonate, certo la morte prematura non addolora tanto Quintilia quanto lei si rallegra del tuo amore.
101metri vari
Attraverso molti popoli e molti mari sono giunto a queste tristi esequie, fratello, per offrirti l'ultimo dono della morte e parlare alla tua cenere muta invano, 2 poiché la fortuna ti ha tolto a me stesso. 3 Ahimè, fratello strappato indebitamente a me, ora tuttavia accetta frattanto questi doni, consegnati secondo l'antico costume dei padri con triste offerta alle esequie, che scorrono di molto pianto fraterno, e in perpetuo, fratello, salve e addio.
109metri vari
Mi proponi, mia vita, un amore gradito, questo nostro amore tra noi e che sia perpetuo. 2 Dei grandi, fate che possa promettere sinceramente e lo dica con purezza e dal cuore, affinché mi sia concesso di condurre questa alleanza eterna dell'amicizia sacra per tutta la vita.
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