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latino · Catullo
Catullo · Carmina
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Nel carme 69, Catullo ridicolizza l'amico Rufo in modo crudele e sarcastico. Spiega scherzosamente perché nessuna donna lo vuole: non è la povertà, bensì un odore corporeo disgustoso paragonato a un capro selvatico. Il poeta conclude con un monito ironico.
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Non meravigliarti del perché nessuna donna voglia stendersi accanto a te, Rufo, nemmeno se la sedessi con doni di rari vestiti o con piaceri di trasparenti gemme. Ti danneggia una brutta maldicenza, secondo la quale sotto le cavità delle tue ascelle abita un capro selvaggio e terribile. Tutti lo temono; e non è strano: è davvero una bestia terribile, e nessuna bella ragazza vuol coricarsi con uno che ce l'ha. Perciò o uccidi questo orrore delle narici, o smetti di meravigliarti del perché scappino.
Noli admirari quare tibi femina nulla, Rufe, velit tenerum supposuisse femer, non si illam rarae labefactes munere vestis aut perluciduli deliciis lapidis. laedit te quaedam mala fabula, qua tibi fertur valle sub alarum trux habitare caper. hunc metuunt omnes; neque mirum: nam mala valdest bestia, nec quicum bella puella cubet. quare aut crudelem nasorum interfice pestem, aut admirari desine cur fugiant.
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I 54 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Non meravigliarti del perché nessuna donna voglia stendersi accanto a te, Rufo, nemmeno se la sedessi con doni di rari vestiti o con piaceri di trasparenti gemme. È l'inizio della versione di Catullo, Liber catullianus.
Nel carme 69, Catullo usa l'ironia beffarda per accusare Rufo: non è la mancanza di denaro a respingere le donne, ma un odore insostenibile paragonato a una bestia selvaggia. La critica è personale e fisica, tipica dello stile invettivista del poeta.
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