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latino · Cesare
Cesare · De bello Gallico
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Cesare narra nel primo libro del De bello Gallico il piano degli Elvezi di lasciare il proprio territorio, bruciando villaggi e raccolti per non avere ritorno. Il passo descrive le alleanze stipulate e le due vie possibili per uscire dai confini.
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Dopo la sua morte, gli Elvezi tentano non di meno di fare ciò che avevano stabilito, cioè di uscire dai loro confini. Quando ritennero di essere ormai pronti per tale impresa, incendiano tutte le loro città, in numero di circa dodici, i villaggi, circa quattrocento, e i restanti edifici privati; bruciano tutto il grano, eccetto quello che stavano per portare con sé, affinché, tolta la speranza di ritorno in patria, fossero più pronti ad affrontare ogni pericolo; ordinano a ciascuno di portare via da casa provviste di farina per tre mesi. Persuadono i Rauraci, i Tulingi e i Latobrigi, loro vicini, a partire insieme a loro dopo aver adottato lo stesso piano e aver bruciato le proprie città e i villaggi, e accolgono presso di sé i Boi, che avevano abitato oltre il Reno ed erano passati nel territorio del Norico e stavano assediando Noreia, aggregandoli a sé come alleati. Vi erano in tutto due vie, per le quali potessero uscire di casa: una attraverso i Sequani, stretta e difficile, tra il monte Giura e il fiume Rodano, dove a stento potevano essere condotti singoli carri, mentre un monte altissimo sovrastava, così che pochissimi potevano facilmente sbarrare il passo;
Post eius mortem nihilo minus Helvetii id quod constituerant facere conantur, ut e finibus suis exeant. Ubi iam se ad eam rem paratos esse arbitrati sunt, oppida sua omnia, numero ad duodecim, vicos ad quadringentos, reliqua privata aedificia incendunt; frumentum omne, praeter quod secum portaturi erant, comburunt, ut domum reditionis spe sublata paratiores ad omnia pericula subeunda essent; trium mensum molita cibaria sibi quemque domo efferre iubent. Persuadent Rauracis et Tulingis et Latobrigis finitimis, uti eodem usi consilio oppidis suis vicisque exustis una cum iis proficiscantur, Boiosque, qui trans Rhenum incoluerant et in agrum Noricum transierant Noreiamque oppugnabant, receptos ad se socios sibi adsciscunt. Erant omnino itinera duo, quibus itineribus domo exire possent: unum per Sequanos, angustum et difficile, inter montem Iuram et flumen Rhodanum, vix qua singuli carri ducerentur, mons autem altissimus impendebat, ut facile perpauci prohibere possent;
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I 101 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Volevano eliminare ogni speranza di ritorno, così da essere più decisi ad affrontare i pericoli del viaggio.
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