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latino · Cesare
Cesare · De bello Gallico
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Cesare, generale e politico romano, scrisse il De bello Gallico per raccontare in prima persona la conquista della Gallia. In questo passo gli Elvezi devastano il territorio degli Edui e dei loro alleati, che si rivolgono a Cesare chiedendo protezione.
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Gli Elvezi avevano già condotto le loro truppe attraverso le strettoie e i territori dei Sequani, ed erano giunti nei territori degli Edui e ne saccheggiavano i campi. Gli Edui, poiché non potevano difendere se stessi e i propri beni da loro, inviano ambasciatori a Cesare per chiedere aiuto. Affermavano infatti di aver ben meritato in ogni tempo nei confronti del popolo romano, ma che ora, quasi sotto gli occhi dell'esercito romano, i loro campi venivano devastati, i loro figli condotti in schiavitù e le città espugnate. Nello stesso tempo gli Ambarri, parenti e consanguinei degli Edui, informano Cesare che essi, dopo che i campi erano stati devastati, non riuscivano facilmente a tenere lontana la violenza dei nemici dalle città. Allo stesso modo gli Allobrogi, che avevano villaggi e possedimenti oltre il Rodano, si rifugiano in fuga presso Cesare e dimostrano che a loro non era rimasto nulla se non il suolo dei campi. Indotto da tali fatti, Cesare stabilì che non si dovesse attendere e condusse fuori dall'accampamento quattro legioni contro gli Elvezi.
Helvetii iam per angustias et fines Sequanorum suas copias traduxerant, et in Haeduorum fines pervenerant eorumque agros populabantur. Haedui, cum se suaque ab iis defendere non possent, legatos ad Caesarem mittunt rogatum auxilium. Adfirmabant enim se omni tempore de populo Romano meritos esse, sed nunc paene in conspectu exercitus Romani agros vastari, liberos suos in servitutem abduci, oppida expugnari. Eodem tempore Ambarri, necessarii et consanguinei Haeduorum, Caesarem certiorem faciunt sese, depopulatis agris, non facile ab oppidis vim hostium prohibere. Item Allobroges, qui trans Rhodanum vicos possessionesque habebant, fuga se ad Caesarem recipiunt et demonstrant sibi praeter agri solum nihil esse reliqui. Quibus rebus adductus Caesar non expectandum sibi statuit, legionesque quattuor e castris in Helvetios eduxit.
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I 83 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Non riescono a difendersi dagli Elvezi, e ricordano di essere sempre stati alleati fedeli del popolo romano.
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