Cum narrativo
Quin etiam memini, cum in accusatione sua Q. Gallio crimini dedisset sibi eum venenum paravisse idque a se esse deprensum seseque chirographa testificationes indicia quaestiones manifestam rem deferre diceret deque eo crimine accurate et exquisite disputavisset, me in respondendo, cum essem argumentatus quantum res ferebat, hoc ipsum etiam posuisse pro argumento, quod ille, cum pestem capitis sui, cum indicia mortis se comperisse manifesto et manu tenere diceret, tam solute egisset, tam leniter, tam oscitanter.
Anzi ricordo che, quando nella sua accusa Quinto Gallio imputò come colpa che l'imputato aveva preparato per lui un veleno e che questo era stato scoperto da lui stesso, e diceva che egli stesso portava come prova manifesta autografi, testimonianze, indizi e interrogatori, e aveva discusso quell'accusa con cura e minuzia, io, nel rispondere, dopo aver argomentato quanto la causa richiedeva, posi anche questo come argomento: che egli, pur dicendo di aver scoperto in modo manifesto e di tenere letteralmente in mano il pericolo per la propria vita e gli indizi di morte, aveva condotto l'accusa in modo così rilassato, così blando, così svogliato.
cum … dedisset … disputavisset vale «quando nella sua accusa Quinto Gallio imputò». Il cum + congiuntivo (dedisset...disputavisset) introduce la circostanza narrativa che fa da sfondo al ricordo di Cicerone: 'quando Gallio mi accusò...'.
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