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latino · Cicerone
Cicerone · In Catilinam
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Cicerone, console nel 63 a.C., pronuncia le Catilinarie contro il congiurato Lucio Sergio Catilina. Nel passo la Patria personificata gli rivolge un discorso accusatorio, chiedendogli di lasciare Roma.
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Essa (la Patria) agisce così con te, Catilina, e in un certo modo ti parla tacita: «Da alcuni anni non è sorto alcun delitto se non per opera tua, alcuna scelleratezza senza di te; a te solo le uccisioni di molti cittadini, a te il tormento e il saccheggio degli alleati sono rimasti impuniti e liberi; tu non solo hai avuto la forza di trascurare le leggi e i tribunali, ma anche di sovvertirli e infrangerli. Quelle cose passate, sebbene non fossero tollerabili, tuttavia le ho sopportate come ho potuto; ora invece il fatto che io sia tutta in preda al timore a causa di te solo, che ogni volta che si sente un rumore si tema Catilina, che non sembri possibile ordire alcun piano contro di me che sia estraneo alla tua scelleratezza, non è tollerabile. Perciò vattene e liberami da questo timore; se è vero, fa' che io non sia oppressa, se invece è falso, fa' che io smetta finalmente di temere». Se la Patria ti dicesse queste cose, come ho detto, non dovrebbe forse ottenere ciò che chiede, anche se non potesse usare la forza?
Quae tecum, Catilina, sic agit et quodam modo tacita loquitur: «Nullum iam aliquot annis facinus exstitit, nisi per te, nullum flagitium sine te; tibi uni multorum civium neces, tibi vexatio direptioque sociorum impunita fuit ac libera; tu non solum ad neglegendas leges et quaestiones, verum etiam ad evertendas perfringendasque valuisti. Superiora illa, quamquam ferenda non fuerunt, tamen, ut potui, tuli; nunc vero me totam esse in metu propter unum te, quicquid increpuerit, Catilinam timeri, nullum videri contra me consilium iniri posse quod a tuo scelere abhorreat, non est ferendum. Quam ob rem discede atque hunc mihi timorem eripe; si est verus, ne opprimar, sin falsus, ut tandem aliquando timere desinam». Haec si tecum, ut dixi, Patria loquatur, nonne impetrare debeat, etiam si vim adhibere non possit?
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I 88 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Cicerone usa la prosopopea, una figura retorica che fa parlare un'entità astratta, per rendere più forte e drammatica l'accusa contro Catilina.
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