Caricamento…
Caricamento…
greco · Eliano
Eliano · Storia varia
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Eliano nella Storia varia racconta l'incontro tra il pastore Titormo e l'atleta Milone da Crotone, celebre per la sua forza leggendaria. Titormo dimostra una potenza ancora superiore sollevando pietre enormi e controllando tori selvaggi con le sole mani, mentre Milone rimane stupefatto e riconosce una forza divina.
Tocca una parola: si accende e ne vedi la resa. Da computer usa ← → o A D per scorrere.
Si dice che il pastore Titormo abbia incontrato il crotoniata Milone, che era superbo della forza del suo corpo. Vedendo che Titormo era grande, Milone voleva provare la sua forza. Titormo diceva che niente di grande avesse forza; sceso nel fiume Eueno e tolto il mantello, prende una pietra grandissima e prima la tira verso di sé, poi la spinge via, e fece questo due e tre volte, e dopo questo la sollevò fino alle ginocchia, e infine sollevatala sulle spalle la portò quanto otto braccia e la gettò; il crotoniata Milone a fatica mosse la pietra. Poi Titormo va alla mandria, e stando in mezzo afferra per il piede il toro più grande che era selvaggio; e quello si affrettava a scappare, ma non poteva. E passato un altro, lo afferra con l'altra mano per il piede nello stesso modo. Vedendo questo, Milone, stese le mani al cielo, disse: «O Zeus, non hai forse seminato per noi un altro Ercole?». Da allora si dice sia stata detta il proverbio «Un altro Ercole è questi».
Τιτορμω φασι τω βουκολω απαντησαι τον Κροτωνιατην Μιλωνα, μεγαλοφρονουντα δια την ρωμην του σωματος. Θεασαμενος ουν μεγαν τον Τιτορμον, εβουλετο αυτου της ισχυος πειραν ποιεισθαι. Ο δε Τιτορμος ελεγε μηδεν μεγα ισχυειν, καταβας δε εις τον Ευηνον ποταμον και θοιματιον αποδυς λιθον λαμβανει μεγιστον, και πρωτον μεν ελκει αυτον προς εαυτον, ειτα απωθει, και δις και τρις τουτο εποιησε, και μετα ταυτα αυτον ηρεν εως εις τα γονατα, και τελος αραμενος επι των ωμων εφερεν οσον επ' οργυιας οκτω και ερριψεν ο δε Κροτωνιατης Μιλων μολις τον λιθον εκινησεν. Ειτα Τιτορμος επι την αγελην ερχεται, και στας εν μεσω τον μεγιστον ταυρον αγριον οντα λαμβανει του ποδος· και ο μεν αποδραναι εσπευδεν, αλλ' ουκ εδυνατο. Παριοντα δε ετερον τη ετερα χειρι συναρπασας του ποδος ομοιως ειχε. Θεασαμενος δε ταυτα, ο Μιλων εις τον ουρανον τας χειρας τεινας εφατο· «Τω Ζευ, μη τουτον Ηρακλη ημιν ετερον εσπειρας;». Εντευθεν ρηθηναι λεγουσι την παροιμιαν Αλλος ουτος Ηρακλης.
VersiaPer iPhone e iPadPresto anche nel browser
Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. E la versione di domani la fotografi e ce l’hai.Lo schema di ogni periodo, l’analisi di ogni parola ed Erodotron che risponde ai tuoi dubbi. Lascia l’email: ti scriviamo appena apre.
I 93 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Si dice che il pastore Titormo abbia incontrato il crotoniata Milone, che era superbo della forza del suo corpo. È l'inizio della versione di Eliano, Storia varia.
Nel racconto di Eliano, Milone pronuncia questa frase quando vede Titormo controllare due tori selvaggi contemporaneamente, riconoscendo che la sua forza non è nulla a confronto. Il proverbio nacque da questo episodio per indicare una persona di potenza straordinaria.
Altri passi di Eliano già tradotti e analizzati.