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greco · Longo sofista
Longo sofista · Dafni e Cloe
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Nel romanzo Dafni e Cloe di Longo, i due padri adottivi, pur rimanendo inizialmente perplessi dalla volontà divina, affidano ai ragazzi il compito di pascolare gli animali. Dafni e Cloe accettano con entusiasmo, amando profondamente i greggi affidati loro.
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Dopo aver visto questo sogno ne furono rattristati se sarebbero diventati pastori e caprai coloro che la sorte prometteva più grande fin dalle fasce - per questo li nutrivano con cibi più delicati, li istruivano nelle lettere e in tutto quel che era bello secondo la campagna - ma parve loro di dovere obbedire agli dèi riguardo alla provvidenza per i salvati. E dopo aver comunicato il sogno l'uno all'altro e aver sacrificato al bambino che aveva le ali presso le Ninfe - il cui nome non potevano dire - li mandano come pastori insieme ai greggi, dopo aver insegnato loro ogni cosa: come pascolare prima di mezzogiorno, come pascolare dopo quando il caldo è cessato; quando condurre al pascolo, quando riportare a riposo; con quali pali di giavellotto è necessario far uso, con quale sola voce. Loro invece con grande gioia ricevevano questa carica come una cosa grande e amavano le capre e le pecore più di quanto è costume per i pastori, lei credendo che la salvezza del gregge di pecore fosse merito suo, lui ricordandosi che una capra lo aveva allevato quando era stato esposto.
Τουτο το οναρ ιδοντες ηχθοντο μεν ει ποιμενες εσοιντο και αιπολοι οι τυχην εκ σπαργανων επαγγελλομενοι κρειττονα - δι ην αυτους και τροφαις αβροτεραις ετρεφον και γραμματα επαιδευον και παντα οσα καλα ην επ' αγροικιας, εδοκει δε πειθεσθαι θεοις περι των σωθεντων προνοια θεων. Και κοινωσαντες αλληλοις το οναρ και θυσαντες τω τα πτερα εχοντι παιδιω παρα ταις Νυμφαις - το γαρ ονομα λεγειν ουκ ειχον - ως ποιμενας εκπεμπουσιν αυτους αμα ταις αγελαις, εκδιδαξαντες εκαστα· πως δει νεμειν προ μεσημβριας, πως επινεμειν κοπασαντος του καυματος: ποτε αγειν επι ποτον, ποτε απαγειν επι κοιτον· επι τισι καλαυροπι χρηστεον, επι τισι φωνη μονη. Οι δε μαλα χαιροντες ως αρχην μεγαλην παρελαμβανον και εφιλουν τας αιγας και τα προβατα μαλλον η ποιμεσιν εθος, η μεν ες ποιμνιον αγουσα της σωτηριας την αιτιαν, ο δε μεμνημενος ως εκκειμενον αυτον αιξ ανεθρεψεν.
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I 91 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Dopo aver visto questo sogno ne furono rattristati se sarebbero diventati pastori e caprai coloro che la sorte prometteva più grande fin dalle fasce - per questo li nutrivano con cibi più delicati, li istruivano nelle lettere e in tutto quel che era bello secondo la campagna - ma parve loro di dovere obbedire agli dèi riguardo alla provvidenza per i salvati. È l'inizio della versione di Longo sofista, Dafni e Cloe.
In Dafni e Cloe di Longo, Cloe ama il gregge di pecore perché sente di proteggerlo, mentre Dafni è riconoscente verso la capra che lo ha allevato da neonato, quindi entrambi si dedicano con passione al loro nuovo incarico.
Altri passi di Longo sofista già tradotti e analizzati.