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greco · Luciano
Luciano · Nigrino
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Luciano di Samosata, nel dialogo Nigrino, descrive attraverso il personaggio di Nigrino come i filosofi siano diventati ipocritari in seno alla società romana. Nel brano, Nigrino si lamenta della cattiva condotta di coloro che fingono di filosofare, comportandosi in modo ancora peggiore dei comuni ignoranti, specialmente nei banchetti.
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E certo, se un uomo privato e ignorante confessasse apertamente la sua mancanza di educazione, sarebbe ritenuto più tollerabile: ma il fatto che molti tra coloro che fingono di filosofare compiano azioni ancora più ridicole di queste, questo è davvero terribile. Infatti, come credi che io sia disposto d'animo quando vedo alcuni di loro, soprattutto tra i più anziani, mescolati a una folla di adulatori e seguiti da una scorta di uomini di un certo rango, e che conversano familiarmente con coloro che organizzano i banchetti, essendo più appariscenti degli altri per il loro abbigliamento e più evidenti? E ciò che soprattutto mi indigna è che non si cambiano nemmeno il vestiario, anche se in tutto il resto recitano la commedia. Quale delle cose belle potremmo paragonare a ciò che fanno nei banchetti? Non mangiano in modo più elegante e raffinato, si ubriacano più visibilmente, si alzano da tavola tra gli ultimi di tutti, e pretendono di portare via più degli altri. Inoltre gli uomini di spirito spesso li hanno esposti al ridicolo in molte occasioni.
Και το μεν ανδρας ιδιωτας και αναφανδον την απαιδευσιαν ομολογουντας τα τοιαυτα ποιειν, μετριωτερον αν εικοτως νομισθειη: το δε και των φιλοσοφειν προσποιουμενων πολλους πολλω ετι τουτων γελοιοτερα δραν, τουτ' ηδη το δεινοτατον εστι. Πως γαρ οιει την ψυχην διατεθεισθαι μοι, οταν ιδω τουτων τινα, μαλιστα των προβεβηκοτων, ανεμεμιγμενον κολακων οχλω και των επ' αξιας τινα δορυφορουντα και τοις επι τα δειπνα παραγγελλουσι κοινολογουμενον, επισημοτερον δε των αλλων απο του σχηματος οντα και φανερωτερον; και ο μαλιστα αγανακτω, οτι μη και την σκευην μεταλαμβανουσι, τα αλλα γε ομοιως υποκρινομενοι του δραματος. Α μεν γαρ εν τοις συμποσιοις εργαζονται, τινι των καλων εικασομεν; ουκ εμφορουνται μεν απειροκαλωτερον, μεθυσκονται δε φανερωτερον, εξανιστανται δε παντων υστατοι, πλειω δε αποφερειν των αλλων αξιουσιν; οι δε αστειοτεροι πολλακις αυτων και ασαι προηχθησαν.
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I 81 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
E certo, se un uomo privato e ignorante confessasse apertamente la sua mancanza di educazione, sarebbe ritenuto più tollerabile: ma il fatto che molti tra coloro che fingono di filosofare compiano azioni ancora più ridicole di queste, questo è davvero terribile. È l'inizio della versione di Luciano, Nigrino.
Nigrino, nel Nigrino di Luciano, critica il fatto che i cosiddetti filosofi, pur fingendo di seguire una dottrina superiore, si comportano in modo ancor più vergognoso e ridicolo dei comuni ignoranti, partecipando attivamente alla corruzione della società romana.
Altri passi di Luciano già tradotti e analizzati.