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Allos Idem · Vol. unico · pag. 610 · versione 244
Plinio il Giovane · Epistulae
Versione d’autore: Plinio il Giovane, Epistulae
Plinio il Giovane (61–113 d.C. circa) fu senatore e scrittore latino, celebre per il suo epistolario in dieci libri. La lettera V,6, indirizzata a Domizio Apollinare, è una delle più famose della raccolta: Plinio descrive minuziosamente la sua villa di Tuscis (nell'attuale Umbria), collocata ai piedi dell'Appennino. Il brano qui antologizzato riguarda la posizione panoramica della villa, le aure appenniniche, il portico, il giardino formale con le sculture in bosso e gli spazi verdi che si aprono verso i campi.
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La villa, situata ai piedi di una collina, domina il panorama come dall'alto: così dolcemente e gradualmente si eleva, con il declivio che inganna, che, pur non credendo di salire, ti accorgi di aver salito. Alle spalle ha l'Appennino, ma più lontano; da questo riceve brezze in qualsiasi giornata serena e tranquilla, non però pungenti e sfrenate, ma stanche e spezzate dallo spazio stesso. Con la sua parte maggiore guarda a mezzogiorno e, per così dire, invita il sole estivo dall'ora sesta, quello invernale un po' prima, in un portico ampio e proporzionatamente lungo. In questo portico molte stanze, e anche un atrio secondo l'uso degli antichi. Davanti al portico, un viale formale diviso e ritagliato in moltissime forme dal bosso; poi, scendendo, un'aiuola inclinata, su cui il bosso ha tracciato effigi di animali affrontati; acanto in piano, morbido e direi quasi fluente. Un viale la cinge, racchiuso da verzure tagliate con cura e in modi vari; da questi si apre uno spazio per passeggiate a cavallo a forma di circo, che gira attorno a bossi multiformi e ad alberelli bassi e tenuti a bada dalla mano. Tutto è protetto da un muro: questo il bosso a gradini ricopre e nasconde. Poi un prato da ammirare non meno per la sua natura che quelli di sopra per l'arte; poi, più in là, campi e molti altri prati e arbusti.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
ita … ut … sentias
→ così... che ti accorgi di aver salito
ita... ut... sentias: la correlazione ita... ut introduce una proposizione consecutiva con il verbo al congiuntivo, che esprime il risultato del modo graduale con cui il colle si eleva.
Compare nel periodo 1.
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cui … inscripsit
→ su cui il bosso ha tracciato effigi di animali
cui... buxus inscripsit: il dativo relativo cui dipende da inscripsit (iscrivere su), con il bosso come soggetto e bestiarum effigies come oggetto. La relativa descrive la decorazione topiaria dell'aiuola.
Compare nel periodo 5.
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visendum
→ da ammirare
visendum: gerundivo di video usato in funzione predicativa, indica che il prato è 'da vedere/da ammirare'. La costruzione è impersonale.
Compare nel periodo 8.
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Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Villa in colle imo sita prospicit quasi ex summo: ita leviter et sensim clivo fallente consurgit, ut cum ascendere te non putes, sentias ascendisse. A tergo Appenninum, sed longius habet; accipit ab hoc auras quamlibet sereno et placido die, non tamen acres et immodicas, sed spatio ipso lassas et infractas. Magna sui parte meridiem spectat aestivumque solem ab hora sexta, hibernum aliquanto maturius quasi invitat, in porticum latam et pro modo longam. Multa in hac membra, atrium etiam ex more veterum. Ante porticum xystus in plurimas species distinctus concisusque buxo; demissus inde pronusque pulvinus, cui bestiarum effigies invicem adversas buxus inscripsit; acanthus in plano, mollis et paene dixerim liquidus. Ambit hunc ambulatio pressis varieque tonsis viridibus inclusa; ab his gestatio in modum circi, quae buxum multiformem humilesque et retentas manu arbusculas circumit. Omnia maceria muniuntur: hanc gradata buxus operit et subtrahit. Pratum inde non minus natura quam superiora illa arte visendum; campi deinde porro multaque alia prata et arbusta.
La villa, situata ai piedi di una collina, domina il panorama come dall'alto: così dolcemente e gradualmente si eleva, con il declivio che inganna, che, pur non credendo di salire, ti accorgi di aver salito.
Alle spalle ha l'Appennino, ma più lontano; da questo riceve brezze in qualsiasi giornata serena e tranquilla, non però pungenti e sfrenate, ma stanche e spezzate dallo spazio stesso.
Con la sua parte maggiore guarda a mezzogiorno e, per così dire, invita il sole estivo dall'ora sesta, quello invernale un po' prima, in un portico ampio e proporzionatamente lungo.
In questo portico molte stanze, e anche un atrio secondo l'uso degli antichi.
Davanti al portico, un viale formale diviso e ritagliato in moltissime forme dal bosso; poi, scendendo, un'aiuola inclinata, su cui il bosso ha tracciato effigi di animali affrontati; acanto in piano, morbido e direi quasi fluente.
Un viale la cinge, racchiuso da verzure tagliate con cura e in modi vari; da questi si apre uno spazio per passeggiate a cavallo a forma di circo, che gira attorno a bossi multiformi e ad alberelli bassi e tenuti a bada dalla mano.
Tutto è protetto da un muro: questo il bosso a gradini ricopre e nasconde.
Poi un prato da ammirare non meno per la sua natura che quelli di sopra per l'arte; poi, più in là, campi e molti altri prati e arbusti.
136 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: 'La villa, situata ai piedi di una collina, domina il panorama come dall'alto.' Plinio esprime con eleganza l'effetto ottico per cui la villa, pur non essendo in cima, sembra offrire il punto di vista di chi guarda dall'alto, grazie al declivio dolce e progressivo del colle.
Il verbo fallente (da fallo) indica che il declivio è così graduale e impercettibile da non far sentire la fatica della salita. Chi vi cammina non si accorge di stare salendo (non putes), ma poi, quando è in cima, si rende conto di aver salito (sentias ascendisse). È un'immagine tipica del gusto per l'effetto sorpresa nella letteratura latina.
Il xystus (dal greco xystos) è un viale alberato o giardino formale, qui diviso in molte figure geometriche grazie alla potatura del bosso. Il pulvinus è invece un'aiuola a forma di cuscinetto, inclinata verso il basso, su cui il bosso è sagomato con effigi di animali affrontati, elemento tipico del giardino romano all'italiana.
Lo stesso passo (Plinio descrive la sua villa in Toscana) lo trovi qui: