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latino · Plinio il giovane
Plinio il giovane · Epistularum libri decem
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Plinio il Giovane nella sua raccolta di lettere riferisce una straordinaria storia: Curzio Rufo, da giovane oscuro, riceve la visita della dea Africa che gli predice il futuro. Il racconto serve a provare l'esistenza dei fantasmi presso l'amico Sura, illustre retore romano.
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Caio Plinio saluti da Sura. E il tempo libero mi offre a te l'occasione di insegnare e a me quella di imparare. Perciò vorrei molto sapere se tu pensi che i fantasmi esistono e abbiano una forma propria e una certa divinità, oppure se sono vani e vuoti e traggono apparenza dal nostro terrore. Io sono spinto anzitutto a credere che esistano, perché sento dire che è accaduto a Curzio Rufo. Questi, ancora giovane e poco conosciuto, era rimasto come compagno del proconsole Africano. Una volta, verso il tramonto, si passeggiava nel portico; gli si presenta una figura di forma femminile, più grande e più bella di un corpo umano. A lui atterrito dice di essere l'Africa, portatrice di futuri eventi, che egli sarebbe andato a Roma, avrebbe raggiunto onori e sarebbe tornato nella stessa provincia con il massimo potere, e vi avrebbe trovato la morte. Tutto si avverò. Si racconta inoltre che la stessa figura gli si presentò sulla riva quando si avvicinava a Cartagine e scendeva dalla nave. Certo lui, colpito dalla malattia e indovinando il futuro dal passato, abbandonò la speranza di salvezza mentre nessuno dei suoi disperava.
Caius Plinius Surae suo salutem plurimam dicit. Et mihi docendi ei tibi discendi facultatem otium praebet. Igitur perquam velim scire utrum esse phantasmata et habere propriam figuram numenque aliquod putes an inania et vana ex metu nostro immagine accipere. Ego ut esse credam, in primis eo ducor, quod audio accidisse Curtio Rufo. Tenuis adhuc et obscurus consuli Africam obtinenti comes haeserat. Oilm, inclinato die, spatiabatur in porticu; offertur ei muliebri figura, humana grandior pulchriorque. Ei perterito se Africam, futuram rerum praenuntiam, esse dixit: iturum eum Romam honoresque gesturum atque etiam cum summo imperio in eandem provinciam reverurum inique morituru. Facta sunt omnia. Praeterea accedenti Carthaginem egredientique ex nave eadem figura in litore occurrisse narratur. Ipse certe implicitus morbo, futura ex praeteritis auguratus, nullo suorum desperante, spem salutis proiecit.
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Caio Plinio saluti da Sura. È l'inizio della versione di Plinio il giovane, Epistularum libri decem.
La figura di forma femminile che rappresentava l'Africa predisse a Curzio Rufo che sarebbe andato a Roma, avrebbe ottenuto onori e sarebbe tornato nella provincia con il massimo potere, dove avrebbe trovato la morte. Plinio il Giovane riporta questo fatto nella sua lettera per dimostrare l'esistenza dei fantasmi.
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