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Allos Idem · Vol. unico · pag. 600 · versione T226
Quintiliano · Institutio oratoria
Versione d’autore: Quintiliano, Institutio oratoria
Marco Fabio Quintiliano (35-96 d.C. circa) è il più importante teorico della retorica latina, autore dell'Institutio oratoria, un trattato in dodici libri sulla formazione dell'oratore. In questo passo Quintiliano illustra la declamazione come esercizio conclusivo del percorso retorico, da affrontare dopo una solida preparazione di base. L'autore ne elogia l'utilità, riconoscendo però come l'abuso e l'ignoranza dei maestri l'abbiano resa una delle principali cause della decadenza dell'eloquenza.
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In questi primi esercizi, che non sono di per sé piccoli ma quasi membra e parti di lavori maggiori, per chi è stato ben istruito e sufficientemente esercitato si avvicinerà ormai quasi il momento di affrontare le materie delle suasorie e delle controversie giudiziarie: Prima di intraprendere il cammino di queste materie, devo dire poche cose sulla pratica stessa della declamazione, che, sebbene sia stata scoperta per ultima tra tutte, è di gran lunga la più utile. Essa infatti contiene in sé quasi tutti gli argomenti di cui abbiamo parlato e restituisce l'immagine più simile alla realtà, ed è perciò così celebrata che a molti sembrava bastare da sola a formare l'eloquenza. Non si può trovare, almeno nel discorso continuato, nessuna qualità che non sia comune anche con questa pratica del declamare. La cosa è in verità caduta così in basso per colpa degli insegnanti che la licenza e l'ignoranza dei declamatori è stata tra le principali cause che corrompevano l'eloquenza: ma di ciò che per natura è un bene è lecito fare buon uso.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
instituto … iam
→ per chi è stato ben istruito e sufficientemente esercitato
«bene instituto ac satis exercitato» è un ablativo assoluto con participio perfetto passivo e sottinteso soggetto (aliquo). Indica la condizione necessaria dell'allievo prima di passare alle declamazioni.
Compare nel periodo 1.
Scheda completa: Ablativo assolutoNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
dicenda sunt
→ devo dire
«dicenda sunt» è la perifrastica passiva (gerundivo + esse): esprime necessità o obbligo. Il dativo di agente «mihi» indica chi ha l'obbligo di parlare.
Compare nel periodo 2.
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ita … ut … videretur
→ così celebrata che sembrava bastare
«ita celebrata ut … videretur sufficere» è una proposizione consecutiva retta da «ita». Il congiuntivo imperfetto «videretur» indica un risultato continuativo nel passato.
Compare nel periodo 3.
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Eo … reccidit ut … fuerit
→ è caduta così in basso che … è stata
«Eo … reccidit ut … fuerit» è una costruzione consecutiva con correlativo: «eo» anticipa la conseguenza introdotta da «ut» con il congiuntivo perfetto «fuerit».
Compare nel periodo 5.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
In his primis operibus, quae non ipsa parva sunt sed maiorum quasi membra atque partes, bene instituto ac satis exercitato iam fere tempus adpetet adgrediendi suasorias iudicialesque materias: quarum antequam viam ingredior, pauca mihi de ipsa declamandi ratione dicenda sunt, quae quidem ut ex omnibus novissime inventa, ita multo est utilissima. Nam et cuncta illa de quibus diximus in se fere continet et veritati proximam imaginem reddit, ideoque ita celebrata ut plerisque videretur ad formandam eloquentiam vel sola sufficere. Neque enim virtus ulla perpetuae dumtaxat orationis reperiri potest quae non sit cum hac dicendi meditatione communis. Eo quidem res ista culpa docentium reccidit ut inter praecipuas quae corrumperent eloquentiam causas licentia atque inscitia declamantium fuerit: sed eo quod natura bonum est bene uti licet.
In questi primi esercizi, che non sono di per sé piccoli ma quasi membra e parti di lavori maggiori, per chi è stato ben istruito e sufficientemente esercitato si avvicinerà ormai quasi il momento di affrontare le materie delle suasorie e delle controversie giudiziarie:
Prima di intraprendere il cammino di queste materie, devo dire poche cose sulla pratica stessa della declamazione, che, sebbene sia stata scoperta per ultima tra tutte, è di gran lunga la più utile.
Essa infatti contiene in sé quasi tutti gli argomenti di cui abbiamo parlato e restituisce l'immagine più simile alla realtà, ed è perciò così celebrata che a molti sembrava bastare da sola a formare l'eloquenza.
Non si può trovare, almeno nel discorso continuato, nessuna qualità che non sia comune anche con questa pratica del declamare.
La cosa è in verità caduta così in basso per colpa degli insegnanti che la licenza e l'ignoranza dei declamatori è stata tra le principali cause che corrompevano l'eloquenza: ma di ciò che per natura è un bene è lecito fare buon uso.
104 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
La frase si traduce: «In questi primi esercizi, che non sono di per sé piccoli». Quintiliano, nell'Institutio oratoria, vuole sottolineare che gli esercizi preparatori hanno già un valore intrinseco, non sono semplici passi preliminari da liquidare in fretta.
Nell'Institutio oratoria Quintiliano afferma che la declamazione contiene in sé quasi tutti gli esercizi precedenti e offre l'immagine più simile alla realtà forense. Per questo molti ritenevano che bastasse da sola a formare l'oratore.
Quintiliano riconosce che la declamazione è caduta in cattiva reputazione a causa della licenza e dell'ignoranza dei declamatori, diventando anzi una delle principali cause della corruzione dell'eloquenza. Tuttavia conclude che di un bene naturale è lecito fare buon uso.
Lo stesso passo (Cause della corruzione dell'eloquenza) lo trovi qui: