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latino · Quintiliano
Quintiliano · Institutio oratoria
Quintiliano (35–100 d.C. circa) è il massimo teorico della retorica latina. Nell'Institutio oratoria sistematizza l'insegnamento dell'eloquenza in dodici libri. In questo brano espone le cinque parti tradizionali dell'arte oratoria (inventio, dispositio, elocutio, memoria, pronuntiatio), giustificandone la necessità logica e confutando chi, come Albucio, ne riduce il numero a tre.
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L'intera teoria del discorso, come hanno tramandato moltissimi e grandissimi autori, consta di cinque parti: l'inventio, la dispositio, l'elocutio, la memoria, la pronuntiatio o actio (si dice infatti in entrambi i modi). D'altra parte ogni discorso, con cui si esprime una qualche intenzione, deve necessariamente avere contenuto e parole. E se è breve e concluso in un'unica chiusa, forse non richiede nient'altro; ma un discorso più lungo esige di più. Non importa soltanto cosa e come diciamo, ma anche in quale punto: è dunque necessaria anche la dispositio. Ma non potremo dire tutto ciò che la materia richiede né ciascuna cosa nel suo posto senza l'aiuto della memoria; perciò anche quella sarà la quarta parte. Ma tutto questo lo rovina e quasi lo vanifica una pronuncia sconvenevole nella voce o nel gesto: anche a questa dunque deve essere necessariamente attribuito il quinto posto. E non devono essere ascoltati alcuni, tra cui Albucio, che vogliono che le prime parti siano solo tre, poiché memoria e actio dipendono dalla natura, non dall'arte.
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I costrutti e le regole di questo passo: apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
ut … tradiderunt
→ come hanno tramandato
La subordinata 'ut plurimi maximique auctores tradiderunt' è una comparativa modale che richiama l'autorità della tradizione retorica a sostegno dell'affermazione principale.
Compare nel periodo 1.
Nell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
adiuvante memoria
→ con l'aiuto della memoria
'Adiuvante memoria' è un ablativo assoluto con participio presente: esprime la condizione necessaria ('con l'aiuto della memoria') in modo conciso e indipendente dalla reggente.
Compare nel periodo 5.
Scheda completa: Ablativo assolutoNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
tribuendus est
→ deve essere attribuito
'Tribuendus est' è una perifrastica passiva che esprime necessità: il quinto posto deve essere necessariamente attribuito alla pronuntiatio.
Compare nel periodo 6.
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quoniam … contingant
→ poiché dipendono dalla natura
'Quoniam ... contingant' è una causale con il congiuntivo, che qui esprime la motivazione addotta dai sostenitori della tesi (causale 'soggettiva'): Quintiliano la riporta senza condividerla.
Compare nel periodo 7.
Scheda completa: Proposizione causale con 'quoniam' + congiuntivoNell’app ogni costrutto è evidenziato nello schema sintattico del periodo, con reggente e subordinate collegate.
Il testo originale pulito e, periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati.
Omnis autem orandi ratio, ut plurimi maximique auctores tradiderunt, quinque partibus constat: inventione, dispositione, elocutione, memoria, pronuntiatione sive actione (utroque enim modo dicitur). Omnis vero sermo, quo quidem voluntas aliqua enuntiatur, habeat necesse est rem et verba. Ac si est brevis et una conclusione finitus, nihil fortasse ultra desideret: at oratio longior plura exigit. Non enim tantum refert quid et quo modo dicamus, sed etiam quo loco: opus ergo est et dispositione. Sed neque omnia quae res postulat dicere neque suo quaeque loco poterimus nisi adiuvante memoria, quapropter ea quoque pars quarta erit. Verum haec cuncta corrumpit ac propemodum perdit indecora vel voce vel gestu pronuntiatio: huic quoque igitur tribuendus est necessario quintus locus. Nec audiendi quidam, quorum est Albucius, qui tris modo primas esse partis volunt quoniam memoria atque actio natura, non arte contingant.
L'intera teoria del discorso, come hanno tramandato moltissimi e grandissimi autori, consta di cinque parti: l'inventio, la dispositio, l'elocutio, la memoria, la pronuntiatio o actio (si dice infatti in entrambi i modi).
D'altra parte ogni discorso, con cui si esprime una qualche intenzione, deve necessariamente avere contenuto e parole.
E se è breve e concluso in un'unica chiusa, forse non richiede nient'altro; ma un discorso più lungo esige di più.
Non importa soltanto cosa e come diciamo, ma anche in quale punto: è dunque necessaria anche la dispositio.
Ma non potremo dire tutto ciò che la materia richiede né ciascuna cosa nel suo posto senza l'aiuto della memoria; perciò anche quella sarà la quarta parte.
Ma tutto questo lo rovina e quasi lo vanifica una pronuncia sconvenevole nella voce o nel gesto: anche a questa dunque deve essere necessariamente attribuito il quinto posto.
E non devono essere ascoltati alcuni, tra cui Albucio, che vogliono che le prime parti siano solo tre, poiché memoria e actio dipendono dalla natura, non dall'arte.
112 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
Si traduce: 'L'intera teoria del discorso, come hanno tramandato moltissimi e grandissimi autori, consta di cinque parti.' Quintiliano, nell'Institutio oratoria, apre così la trattazione sistematica delle cinque parti dell'oratoria, richiamandosi all'autorità della tradizione retorica.
Secondo Quintiliano nell'Institutio oratoria le cinque parti sono: inventio (trovare gli argomenti), dispositio (ordinarli), elocutio (esprimerli con stile), memoria (ricordarli) e pronuntiatio o actio (pronunciarli con voce e gesto). Ciascuna risponde a una necessità logica del discorso, che deve avere contenuto, ordine, stile, memoria e recitazione.
Albucio è un retore citato da Quintiliano come esempio di posizione minoritaria nell'Institutio oratoria. Egli sosteneva che le parti dell'oratoria fossero solo tre, escludendo memoria e actio in quanto doni naturali e non acquisibili con l'arte. Quintiliano rigetta questa tesi, poiché senza memoria e pronuncia anche il discorso meglio costruito viene rovinato.
Lo stesso passo (Quintiliano illustra le parti dell'oratoria) lo trovi qui: