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latino · Seneca
Seneca · De beneficiis
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Seneca nel De beneficiis racconta l'esempio di due schiavi che, durante l'assedio e il saccheggio di Grumento, fingono di tradire il nemico per salvare la padrona dalla morte. Dopo la liberazione della città, ottengono la libertà non come premio di traditore, ma come riconoscimento di straordinaria lealtà.
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Riferirò ormai molti esempi di benefici, fra loro diversi e taluni tra sé contraddittori. Qualcuno ha donato la vita al suo padrone, qualcuno la morte, ha salvato chi era perduto e, se questo è poco, lo ha salvato morendo; un altro ha favorito la morte del padrone, un altro lo ha ingannato. Clodio Quadrigario nel diciottesimo libro degli Annali racconta che, mentre Grumento era assediata e si era ormai giunti alla massima disperazione, due schiavi disertarono verso il nemico e compirono un'azione degna di nota. Poi, quando la città fu conquistata e il vincitore si sparse dovunque, loro per strade note e corse davanti affrettarono verso la casa nella quale avevano servito e portarono fuori la padrona; a coloro che chiedevano chi fosse, confessarono che era la padrona e che volevano condurla al supplizio come crudelissimo per lei. Dopo averla portata fuori dalle mura, la nascosero con somma cura finché l'ira bellicosa si placasse; poi, quando il soldato sazio tornò rapidamente ai costumi romani, anch'essi ritornarono ai loro e si affidarono completamente alla padrona. Lei li affrancò subito e non si indignò di avere ricevuto la vita da coloro su cui aveva avuto il potere di vita e di morte. Avrebbe potuto rallegrarsene ancor più; infatti altrimenti la padrona salvata avrebbe avuto il dono della clemenza nota e volgare, così salvata fu una storia nobile e un esempio per due città. In mezzo a tanta confusione della città conquistata, mentre ognuno pensava a sé, tutti fuggirono da lei eccetto i disertori; ma loro, per mostrare con quale animo fosse stata fatta la loro precedente disertare, si rivoltarono dai vincitori verso la prigioniera portando la reputazione di parricidi; quanto di massimo vi fu in quel beneficio, giudicarono di tanta importanza, che per non morisse la padrona, sembrasse che l'avessero uccisa. Non è, credimi, non dico da animo servile, ma da animo vile, aver comperato un'azione straordinaria con la fama di un crimine.
Multa iam beneficiorum exempla referam et dissimilia et quaedam inter se contraria. Dedit aliquis domino suo vitam, dedit mortem, servavit periturum et, hoc si parum est, pereundo servavit; alius mortem domini adiuvit, alius decepit. Claudius Quadrigarius in duodevicensimo annalium tradit, cum obsideretur Grumentum et iam ad summam desperationem ventum esset, duos servos ad hostem transfugisse et operae pretium fecisse. Deinde urbe capta passim discurrente victore illos per nota itinera ad domum, in qua servierant, praecucurrisse et dominam suam ante egisse; quaerentibus, quaenam esset, dominam et quidem crudelissimam ad supplicium ab ipsis duci professos esse. Eductam deinde extra muros summa cura celasse, donec hostilis ira consideret; deinde, ut satiatus miles cito ad Romanos mores rediit, illos quoque ad suos redisse et dominam sibi ipsos dedisse. Manu misit utrumque e vestigio illa nec indignata est ab his se vitam accepisse, in quos vitae necisque potestatem habuisset. Potuit sibi hoc vel magis gratulari; aliter enim servata munus notae et vulgaris clementiae habuisset, sic servata nobilis fabula et exemplum duarum urbium fuit. In tanta confusione captae civitatis cum sibi quisque consuleret, omnes ab illa praeter transfugas fugerunt; at hi, ut ostenderent, quo animo facta esset prior illa transitio, a victoribus ad captivam transfugerunt personam parricidarum ferentes; quod in illo beneficio maximum fuit, tanti iudicaverunt, ne domina occideretur, videri dominam occidisse. Non est, mihi crede, non dico servilis, sed vilis animi egregium factum fama sceleris emisse.
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I 148 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Riferirò ormai molti esempi di benefici, fra loro diversi e taluni tra sé contraddittori. È l'inizio della versione di Seneca, De beneficiis.
Nel De beneficiis, Seneca spiega che i due schiavi disertano verso il nemico, conquistano la sua fiducia, poi lo tradiscono per salvare la padrona, accettando la fama di parricidi pur di garantirne la sopravvivenza.
Altri passi di Seneca già tradotti e analizzati.