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latino · Svetonio
Svetonio · De vita caesarum
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Svetonio racconta come Cesare, umiliato nell'elezione consolare e dal disprezzo degli ottimati, si associa a Pompeo e Crasso in un'alleanza segreta che gli permette di dominare la politica romana: è il primo triumvirato.
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Dei due candidati al consolato, Lucio Luceio e Marco Bibulo, se ne associò Luceio, pattuendo che lui, poiché aveva meno prestigio ma disponeva di ricchezze, distribuisse denaro di tasca sua a suo nome per le centurie. Saputo ciò, gli ottimati, che temevano avrebbe osato tutto mentre era al potere supremo con un collega concordante, furono promotori perché Bibulo promettesse altrettanto, e molti versarono danaro, nemmeno Catone rifiutando di ritenere questa spesa utile allo stato. Così Bibulo fu eletto console. Per questa stessa ragione gli ottimati fecero opera affinché alle province dei futuri consoli fosse assegnato il minimo lavoro, cioè foreste e sentieri. Massimamente esasperato da questo torto, egli seguì Gneo Pompeo in tutte le occasioni, offeso dai padri coscritti perché, vinto il re Mitridate, indugiavano a confermarne gli atti; e riconciliò Pompeo con Marco Crasso, antico nemico da quando insieme avevano retto il consolato in massima discordia; e strinse società con entrambi, affinché nulla si facesse nello stato che dispiacesse a uno dei tre.
E duobus consulatus competitoribus, Lucio Lucceio Marcoque Bibulo, Lucceium sibi adiunxit, pactus ut is, quoniam inferior gratia esset pecuniaque polleret, nummos de suo communi nomine per centurias pronuntiaret. Qua cognita re optimates, quos metus ceperat nihil non ausurum eum in summo magistratu concordi et consentiente collega, auctores Bibulo fuerunt tantundem pollicendi, ac plerique pecunias contulerunt, ne Catone quidem abnuente eam largitionem e re publica fieri. Igitur cum Bibulo consul creatur. Eandem ob causam opera ab optimatibus data est, ut provinciae futuris consulibus minimi negotii, id est silvae callesque, decernerentur. Qua maxime iniuria instinctus omnibus officiis Gnaeum Pompeium adsectatus est offensum patribus, quod Mithridate rege victo cunctantius confirmarentur acta sua; Pompeioque Marcum Crassum reconciliavit veterem inimicum ex consulatu, quem summa discordia simul gesserant; ac societatem cum utroque iniit, ne quid ageretur in re publica, quod displicuisset ulli e tribus.
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I 105 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Dei due candidati al consolato, Lucio Luceio e Marco Bibulo, se ne associò Luceio, pattuendo che lui, poiché aveva meno prestigio ma disponeva di ricchezze, distribuisse denaro di tasca sua a suo nome per le centurie. È l'inizio della versione di Svetonio, De vita caesarum.
Nel De vita caesarum, Svetonio spiega che Cesare strinse il triumvirato con Pompeo e Crasso per garantire che nulla di importante avvenisse nello stato senza il consenso di uno dei tre: così controllava la Repubblica attraverso l'alleanza.
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