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latino · Svetonio
Svetonio · De vita caesarum
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Svetonio nella Vita di Cesare descrive le cospirazioni politiche in cui il giovane Cesare fu coinvolto prima di assumere l'edilità. Estos complotti coinvolgevano personalità importanti come Crasso, Silla e Autronio, e miravano a rovesciare l'ordine costituzionale.
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E non per questo fece cose minori in città poco dopo: infatti, pochi giorni prima di assumere l'edilità, venne sospettato di aver cospitato con Marco Crasso (un ex console), e inoltre con Publio Silla e Lucio Autronio (condannati per corruzione elettorale dopo la loro designazione al consolato), affinché all'inizio dell'anno assalissero il senato, e dopo aver ucciso chi fosse convenuto, Crasso si impadronisse della dittatura, e lui stesso fosse designato da Crasso come magister equitum, e una volta stabilito il nuovo ordinamento della repubblica secondo il piacere di Silla e Autronio, fosse loro restituito il consolato. Vari storici ricordano questa cospitazione: Tanusius Geminus nella storia, Marco Bibbulo negli editti, Gaio Curio padre nelle orazioni. Cicero sembra alludere a questo fatto in una lettera ad Asio, dove riferisce che Cesare al consolato confermò il potere reale, del quale aveva meditato come edile. Tanusius aggiunge che Crasso, per pentimento o paura, non osservò il giorno fissato per la strage e perciò nemmeno Cesare diede il segnale che doveva essere dato da lui; secondo Curio invece si era convenuto che Cesare togliesse la toga dalla spalla. Lo stesso Curio e anche Marco Attorio Naso riferiscono che Cesare cospitò pure con Gneo Pisone, un giovane, al quale per il sospetto di una cospitazione urbana fu assegnata straordinariamente d'ufficio la provincia della Spagna; e si accordò che mentre questi si sollevasse fuori dalla città, lui stesso a Roma prendesse iniziative rivoluzionarie, mediante gli Ambroni e i Transpadani; ma il piano di tutti e due naufragò per la morte di Pisone.
Nec eo setius maiora mox in urbe molitus est: siquidem ante paucos dies quam aedilitatem iniret, venit in suspicionem conspirasse cum Marco Crasso consulari, item Publio Sulla et L. Autronio post designationem consulatus ambitus condemnatis, ut principio anni senatum adorirentur, et trucidatis quos placitum esset, dictaturam Crassus invaderet, ipse ab eo magister equitum diceretur constitutaque ad arbitrium re publica Sullae et Autronio consulatus restitueretur. Meminerunt huius coniurationis Tanusius Geminus in historia, Marcus Bibulus in edictis, C. Curio pater in orationibus. De hac significare videtur et Cicero in quadam ad Axium epistula referens Caesarem in consulatu confirmasse regnum, de quo aedilis cogitarat. Tanusius adicit Crassum paenitentia vel metu diem caedi destinatum non obisse et idcirco ne Caesarem quidem signum, quod ab eo dari convenerat, dedisse; convenisse autem Curio ait, ut togam de umero deiceret. Idem Curio sed et M. Actorius Naso auctores sunt conspirasse eum etiam cum Gnaeo Pisone adulescente, cui ob suspicionem urbanae coniurationis provincia Hispania ultro extra ordinem data sit; pactumque ut simul foris ille, ipse Romae ad res novas consurgerent, per Ambranos et Transpadanos; destitutum utriusque consilium morte Pisonis.
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I 129 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
E non per questo fece cose minori in città poco dopo: infatti, pochi giorni prima di assumere l'edilità, venne sospettato di aver cospitato con Marco Crasso (un ex console), e inoltre con Publio Silla e Lucio Autronio (condannati per corruzione elettorale dopo la loro designazione al consolato), affinché all'inizio dell'anno assalissero il senato, e dopo aver ucciso chi fosse convenuto, Crasso si impadronisse della dittatura, e lui stesso fosse designato da Crasso come magister equitum, e una volta stabilito il nuovo ordinamento della repubblica secondo il piacere di Silla e Autronio, fosse loro restituito il consolato. È l'inizio della versione di Svetonio, De vita caesarum.
Secondo Svetonio, Cesare, Crasso e altri cospiratori intendevano conquistare il potere attraverso l'assassinio dei senatori, permettendo a Crasso di diventare dittatore e a Cesare di essere nominato magister equitum.
Altri passi di Svetonio già tradotti e analizzati.