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latino · Svetonio
Svetonio · De vita caesarum
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Svetonio illustra come, durante il governatorato di Cesare, furono intentati procedimenti contro di lui; il futuro dittatore si protegge dalla distanza richiedendo fedeltà ai magistrati e ottenendo promesse vincolanti.
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Terminato il consolato con Gaio Memmio e Lucio Domizio come pretori, quando questi riferirono al Senato sui fatti dell'anno precedente, egli presentò il rapporto al Senato; poiché il Senato non volle esaminarli e tre giorni si persero in inutili discussioni, se ne partì per la provincia. Subito il suo questore fu arrestato con varie accuse a suo danno. Poco dopo anche lui stesso fu citato in giudizio da Lucio Antistio, tribuno della plebe. Ricorse allora al collegio dei colleghi e ottenne ciò che chiedeva, poiché in assenza sua per motivi di interesse pubblico non avrebbe potuto essere processato. Per garantire la propria sicurezza nei tempi futuri, ritenne grandemente importante obbligare costantemente i magistrati annuali e di coloro che cercavano una carica di aiutare e permettere l'accesso agli onori soltanto a quelli che gli avevano promesso di proteggere la sua assenza; riguardo a questo patto non dubitò di esigere da alcuni anche un giuramento solenne e persino una sottoscrizione scritta.
Functus consulatu Gaio Memmio Lucioque Domitio praetoribus de superioris anni actis referentibus cognitionem senatui detulit; nec illo suscipiente triduoque per inritas altercationes absumpto in provinciam abiit. Et statim quaestor eius in praeiudicium aliquot criminibus arreptus est. Mox et ipse a Lucio Antistio tr. Pl. Postulatus appellato demum collegio optinuit, cum rei publicae causa abesset reus ne fieret. Ad securitatem ergo posteri temporis in magno negotio habuit obligare semper annuos magistratus et e petitoribus non alios adiuvare aut ad honorem pati pervenire, quam qui sibi recepissent propugnaturos absentiam suam; cuius pacti non dubitavit a quibusdam ius iurandum atque etiam syngrapham exigere.
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I 89 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Terminato il consolato con Gaio Memmio e Lucio Domizio come pretori, quando questi riferirono al Senato sui fatti dell'anno precedente, egli presentò il rapporto al Senato; poiché il Senato non volle esaminarli e tre giorni si persero in inutili discussioni, se ne partì per la provincia. È l'inizio della versione di Svetonio, De vita caesarum.
Nel De vita caesarum, Cesare assicurò la sua protezione legale durante il governatorato costringendo i magistrati annuali e i candidati a onori a promettergli di tutelare la sua assenza, talvolta persino attraverso giuramenti solenni e contratti scritti.
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