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latino · Svetonio
Svetonio · De vita caesarum
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Svetonio descrive gli ultimi tentativi di Cesare di trovare una soluzione diplomatica attraverso tribuni e intermediari, e infine il compromesso segreto che aveva negoziato, che però non fu sufficiente a evitare lo scontro inevitabile. La situazione precipitava verso la guerra civile.
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Turbato da questi attacchi, Cesare, ritenendo - come si racconta avesse detto spesso - che era più difficile farsi retrocedere dal primo rango della società al secondo che dal secondo all'ultimo, resistette con tutte le sue forze, sia attraverso tribuni intercessori sia attraverso l'altro console Servio Sulpicio. Anche l'anno seguente, quando Gaio Marcello, succeduto nello stesso consolato al suo cugino Marco, tentò la stessa cosa insieme al suo collega Emilio Paolo, Cesare procurò con grande dispendio come difensori il tribunale violentissimo e Gaio Curione. Ma vedendo che tutto procedeva con maggiore ostinazione e che anche i consoli designati erano schierati contro di lui, supplicò il senato per lettera, chiedendo che non gli fosse sottratto il favore del popolo, oppure che anche gli altri generali si allontanassero dai loro eserciti; confidando, come si crede, di poter convocare più facilmente i veterani quando volesse piuttosto che Pompeo le sue reclute. Tuttavia con i nemici aveva concluso un accordo: che, congedato otto legioni e la Gallia Transalpina, gli fossero concessi due legioni e la provincia Cisalpina, o addirittura una sola legione con l'Illirico, fino a quando fosse console.
Commotus his Caesar ac iudicans, quod saepe ex eo auditum ferunt, difficilius se principem civitatis a primo ordine in secundum quam ex secundo in novissimum detrudi, summa ope restitit, partim per intercessores tribunos, partim per Servium Sulpicium alterum consulem. Insequenti quoque anno Gaio Marcello, qui fratri patrueli suo Marco in consulatu successerat, eadem temptante collegam eius Aemilium Paulum Gaiumque Curionem violentissimum tribunorum ingenti mercede defensores paravit. Sed cum obstinatius omnia agi videret et designatos etiam consules e parte diversa, senatum litteris deprecatus est, ne sibi beneficium populi adimeretur, aut ut ceteri quoque imperatores ab exercitibus discederent; confisus, ut putant, facilius se, simul atque libuisset, veteranos convocaturum quam Pompeium novos milites. Cum adversariis autem pepigit, ut dimissis octo legionibus Transalpinaque Gallia duae sibi legiones et Cisalpina provincia vel etiam una legio cum Illyrico concederetur, quoad consul fieret.
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I 110 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Turbato da questi attacchi, Cesare, ritenendo - come si racconta avesse detto spesso - che era più difficile farsi retrocedere dal primo rango della società al secondo che dal secondo all'ultimo, resistette con tutte le sue forze, sia attraverso tribuni intercessori sia attraverso l'altro console Servio Sulpicio. È l'inizio della versione di Svetonio, De vita caesarum.
Secondo Svetonio nella Vita di Cesare, Cesare aveva proposto di congedare la maggior parte delle sue legioni e di mantenere solo due o una legione con il controllo della Gallia Cisalpina e dell'Illirico, fino a diventare console, sperando così di salvaguardare la sua posizione.
Altri passi di Svetonio già tradotti e analizzati.