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latino · Svetonio
Svetonio · De vita caesarum
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Svetonio continua il racconto della congiura contro Cesare, descrivendo come i cospiratori accelerarono i loro piani. Nel brano si sottolinea il malcontento del popolo e del senato per la concentrazione di potere in mano a Cesare.
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Questa fu la ragione che spinse i cospiratori ad affrettare i loro affari, per non essere costretti a consentire. I progetti, dunque, discussi in precedenza in piccoli gruppi e che spesso soltanto due o tre avevano deciso, tutti li riunirono in uno; e non soltanto il popolo non era contento dello stato presente, ma apertamente e velatamente si rifiutava la dominazione e chiedeva i suoi difensori. Contro i forestieri introdotti in senato fu affisso un libello: «Buon'azione: nessuno voglia indicare al nuovo senatore la curia!» e questi versi erano cantati pubblicamente:
Quae causa coniuratis maturandi fuit destinata negotia, ne assentiri necesse esset. Consilia igitur dispersim antea habita et quae saepe bini ternive ceperant, in unum omnes contulerunt, ne populo quidem iam praesenti statu laeto, sed clam palamque detrectante dominationem atque assertores flagitante. Peregrinis in senatum allectis libellus propositus est: 'Bonum factum: ne quis senatori novo curiam monstrare velit!' et illa vulgo canebantur:
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I 54 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Questa fu la ragione che spinse i cospiratori ad affrettare i loro affari, per non essere costretti a consentire. È l'inizio della versione di Svetonio, De vita caesarum.
Secondo Svetonio nella Vita di Cesare, il popolo non era soddisfatto del dominio di Cesare e chiedeva apertamente i suoi difensori, mentre i senatori erano contrari alla dittatura perpetua.
Altri passi di Svetonio già tradotti e analizzati.