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latino · Svetonio
Svetonio · De vita caesarum
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Svetonio riporta i termini del testamento di Cesare, che è stato aperto e letto dopo la sua morte. Nel documento emerge il ruolo cruciale di Ottaviano, futuro Augusto, nominato principale erede e adottato nel nome di Cesare.
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Poiché dunque Lucio Pisone, suo suocero, lo richiese, si apre il suo testamento e si legge in casa di Antonio, il quale l'aveva redatto il prossimo 13 settembre nel suo podere di Lavico e affidato alla vergine vestale massima. Quinto Tubero racconta che era solito nominare come erede, dal suo primo consolato fino all'inizio della guerra civile, Gneo Pompeo, e che questo era stato letto ai soldati in assemblea. Ma nell'ultimo testamento nominò tre eredi: i nipoti delle sorelle, Gaio Ottaviano con tre quarti dell'eredità e Lucio Pinario e Quinto Pedio con un quarto del resto; nel fondo della cera adottò anche Gaio Ottaviano nella sua famiglia e nel suo nome; nominò come tutori del suo figlio, se gli fosse nato uno, molti di coloro che l'avevano colpito, Decimo Bruto anche tra gli eredi secondari. Lasciò al popolo gli orti intorno al Tevere affinché fossero pubblici, e a ciascun cittadino trecento sesterzii.
Postulante ergo Lucio Pisone socero testamentum eius aperitur recitaturque in Antoni domo, quod Idibus Septembribus proximis in Lavicano suo fecerat demandaveratque virgini Vestali maximae. Quintus Tubero tradit heredem ab eo scribi solitum ex consulatu ipsius primo usque ad initium civilis belli Cn. Pompeium, idque militibus pro contione recitatum. Sed novissimo testamento tres instituit heredes sororum nepotes, Gaium Octavium ex dodrante, et Lucium Pinarium et Quintum Pedium ex quadrante reliquo ; in ima cera Gaium Octavium etiam in familiam nomenque adoptavit; plerosque percussorum in tutoribus fili, si qui sibi nasceretur, nominavit, Decimum Brutum etiam in secundis heredibus. Populo hortos circa Tiberim publice et viritim trecenos sestertios legavit.
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I 84 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Poiché dunque Lucio Pisone, suo suocero, lo richiese, si apre il suo testamento e si legge in casa di Antonio, il quale l'aveva redatto il prossimo 13 settembre nel suo podere di Lavico e affidato alla vergine vestale massima. È l'inizio della versione di Svetonio, De vita caesarum.
Secondo Svetonio nella Vita di Cesare, il testamento nominava Gaio Ottaviano come principale erede e lo adottava nel nome di Cesare, un gesto che avrebbe avuto conseguenze decisive per il futuro di Roma.
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