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latino · Svetonio
Svetonio · De vita caesarum
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Svetonio mostra come Vespasiano, diversamente da altri imperatori, non permettesse al sospetto o alla paura di governare le sue decisioni. Persino gli avvertimenti degli amici non lo spingevano a eliminare potenziali rivali.
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Dimenticava affatto i torti e le inimicizie, anzi non le vendicava, e sposò la figlia del suo nemico Vitellio con grande splendore, le diede anche una dote e l'equipaggiò. Tremante, cercava sotto Nerone, bandito dalla corte, che cosa facesse o dove andasse; un funzionario dell'accesso, allontanandolo insieme, gli ordinò di andare a Morbovia. Contro costui in seguito, quando lo supplicava, non si adirò più di tanto, e anzi parlò quasi le stesse cose. Infatti era così lontano dall'essere spinto dal sospetto o dalla paura a punire qualcuno a morte, che anzi, quando gli amici gli avvertivano che doveva guardarsi da Mettio Pompeiano, perché era comunemente creduto che avesse un tema natale imperiale, non solo non lo punì ma addirittura lo fece console, promettendo che sarebbe rimasto grato al beneficio.
Offensarum inimicitiarumque minime memor executorve, Vitelli hostis sui filiam splendidissime maritavit, dotavit etiam et instruxit. Trepidum eum interdicta aula sub Nerone quaerentemque, quidnam ageret aut quo abiret, quidam ex officio admissionis simul expellens, abire Morboviam iusserat. In hunc postea deprecantem haud ultra verba excanduit, et quidem totidem fere atque eadem. Nam ut suspicione aliqua vel metu ad perniciem cuiusquam compelleretur tantum afuit, ut monentibus amicis cavendum esse Mettium Pompusianum, quod vulgo crederetur genesin habere imperatoriam, insuper consulem fecerit, spondens quandoque beneficii memorem futurum.
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I 78 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Dimenticava affatto i torti e le inimicizie, anzi non le vendicava, e sposò la figlia del suo nemico Vitellio con grande splendore, le diede anche una dote e l'equipaggiò. È l'inizio della versione di Svetonio, De vita caesarum.
Secondo Svetonio, De vita caesarum, Vespasiano non solo ignorò l'avvertimento ma promosse Mettio console, confidando che sarebbe rimasto fedele al beneficio ricevuto.
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