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latino · Svetonio
Svetonio · De vita caesarum
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Svetonio presenta l'episodio di Elvizio Prisco come prova della riluttanza di Vespasiano a condannare a morte. Nonostante il provocatorio comportamento del senatore, l'imperatore tentò di salvarlo anche dopo aver dato l'ordine di esecuzione.
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Difficilmente si troverebbe qualcuno punito innocente, se non in sua assenza e all'insaputa, oppure certo contro la sua volontà e ingannato. Verso Elvizio Prisco, che aveva salutato al suo ritorno dalla Siria come privato cittadino (benché fosse Vespasiano) e nella pretura aveva omesso tutti gli editti senza alcun onore e menzione, non si adirò prima che fosse quasi ridotto in ordine con discussioni oltremodo insolenti. Questi pure, sebbene dapprima relegato, poi ordinato di uccidere, lo stimò grandemente e volle salvare in qualche modo, mandando uomini che richiamassero gli assassini; e l'avrebbe salvato, se non fosse stato falsamente riferito che già era morto. È certo che mai si rallegrava per alcuna strage, e perfino piangeva e gemeva per i supplizi giusti.
Non temere quis punitus insons reperietur, nisi absente eo et ignaro aut certe invito atque decepto. Helvidio Prisco, qui et reversum se ex Syria solus privato nomine Vespasianum salutaverat et in praetura omnibus edictis sine honore ac mentione ulla transmiserat, non ante succensuit quam altercationibus insolentissimis paene in ordinem redactus. Hunc quoque, quamvis relegatum primo, deinde et interfici iussum, magni aestimavit servare quoquo modo, missis qui percussores revocarent; et servasset, nisi iam perisse falso renuntiatum esset. Certum neque caede cuiusquam umquam laetatus, iustis suppliciis inlacrimavit etiam et ingemuit.
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I 76 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Difficilmente si troverebbe qualcuno punito innocente, se non in sua assenza e all'insaputa, oppure certo contro la sua volontà e ingannato. È l'inizio della versione di Svetonio, De vita caesarum.
In Svetonio, De vita caesarum, Vespasiano stimò molto questo uomo e mandò subito altri per richiamare gli assassini, desiderando salvarlo; il tentativo fallì solo perché fu falsamente riferito che Prisco era già morto.
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