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latino · Svetonio
Svetonio · De vita caesarum
Traduzione e analisi a cura di Versia, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisione umana prima della pubblicazione (limiti) · Aggiornato il
Svetonio racconta come Vespasiano sia stato acclamato imperatore dalle truppe durante la guerra civile che seguì la caduta di Otone. L'autore descrive il ruolo cruciale dell'esercito della Mesia e il supporto di altre forze nel legittimaire il potere del futuro imperatore.
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Tuttavia Vespasiano non tentò nulla di sua iniziativa, nonostante i suoi uomini più pronti e anzi insistenti, finché non fu sollecitato da favore casuale di taluni sconosciuti e assenti. L'esercito della Mesia, a cui erano stati inviati due mila uomini per tre legioni in aiuto a Otone, dopo che gli fu annunciato che era stato sconfitto e che aveva tolto la vita a se stesso, tuttavia perseverò fino ad Aquileia, come se credesse poco al rumor. Qui, approfittando l'occasione e la licenza, si diedero al saccheggio di ogni genere, e temendo che al ritorno dovessero rendere conto e subire la pena, deliberarono di scegliere e creare un imperatore; infatti non dovevano essere inferiori all'esercito ispanico che aveva fatto Galba, o a quello pretoriano che aveva fatto Otone, o a quello germanico che aveva fatto Vitellio. Quando dunque furono proposti i nomi dei legati consolari, quanti ce n'erano allora ovunque, poiché disapprovavano gli altri per varie ragioni, e alcuni della terza legione, che era stata trasferita dalla Siria in Mesia negli ultimi tempi di Nerone, lodavano Vespasiano, tutti assentirono e senza indugio scrissero il suo nome su tutti gli stendardi. E allora la cosa fu contenuta, richiamate le truppe al dovere per un po'. Ma una volta divulgato l'accaduto, Tiberio Alessandro, prefetto dell'Egitto, fu il primo a portare le legioni al giuramento per Vespasiano il primo luglio, giorno che in seguito fu osservato come inizio del principato. e l'esercito giudaico il nove di luglio presso lo stesso Vespasiano prestò giuramento. Molto contribuì ai suoi inizi una lettera, vera o falsa che fosse, del defunto Otone a Vespasiano, con l'ultima esortazione a vendicarlo e a soccorrere lo stato che lo desiderava; inoltre si diffuse il rumor che il vincitore Vitellio aveva deciso di scambiare gli accampamenti invernali delle legioni e trasferire i Germanici in Oriente per un servizio più sicuro e comodo, e inoltre il prefetto della provincia Licinio Muciano e il re partico Vologeso; quello, deposta l'inimicizia che fino a quel momento aveva manifestato apertamente per rivalità, promise l'esercito siriaco, questi quarantamila arcieri.
Nec tamen quicquam ante temptavit, promptissimis atque etiam instantibus suis, quam sollicitatus quorundam et ignotorum et absentium fortuito favore. Moesiaci exercitus bina e tribus legionibus milia, missa auxilio Othoni, postquam ingressis iter nuntiatum est victum eum ac vim vitae suae attulisse, nihilo setius Aquileiam usque perseveraverunt, quasi rumori minus crederent. Ibi per occasionem ac licentiam omni rapinarum genere grassati, cum timerent ne sibi reversis reddenda ratio ac subeunda poena esset, consilium inierunt eligendi creandique imperatoris; neque enim deteriores esse aut Hispaniensi exercitu qui Galbam, aut praetoriano qui Othonem, aut Germaniciano qui Vitellium fecissent. Propositis itaque nominibus legatorum consularium, quot ubique tunc erant, cum ceteros alium alia de causa improbarent, et quidam e legione tertia, quae sub exitu Neronis translata ex Syria in Moesiam fuerat, Vespasianum laudibus ferrent, assensere cuncti nomenque eius vexillis omnibus sine mora inscripserunt. Et tunc quidem compressa res est, revocatis ad officium numeris parumper. Ceterum divulgato facto, Tiberius Alexander praefectus Aegypti primus in verba Vespasiani legiones adegit Kal. Iul., qui principatus dies in posterum observatus est. Iudaicus deinde exercitus V Idus Iul. Apud ipsum iuravit. Plurimum coeptis contulerunt iactatum exemplar epistulae verae sive falsae defuncti Othonis ad Vespasianum, extrema obtestatione ultionem mandatus et ut rei p. Subveniret optantis; simul rumor dissipatus, destinasse victorem Vitellium permutate hiberna legionum et Germanicas transferre in Orientem ad securiorem mollioremque militiam, praeterea ex praesidibus provinciarum Licinius Mucianus et e regibus Vologaesus Parthus; ille deposita simultate, quam in id tempus ex aemulatione non obscure gerebat, Syriacum promisit exercitum, hic quadraginta milia sagittariorum.
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I 192 lemmi di questa versione, dai più frequenti, con paradigma e traduzione italiana.
Tuttavia Vespasiano non tentò nulla di sua iniziativa, nonostante i suoi uomini più pronti e anzi insistenti, finché non fu sollecitato da favore casuale di taluni sconosciuti e assenti. È l'inizio della versione di Svetonio, De vita caesarum.
Secondo Svetonio nel De vita caesarum, Vespasiano non cercò il potere di sua iniziativa, ma fu acclamato imperatore dalle legioni della Mesia, dall'esercito egiziano guidato da Tiberio Alessandro e infine dall'esercito giudaico. La sua elezione fu facilitata da circostanze favorevoli e dal timore dei soldati di dover render conto dei loro saccheggi.
Altri passi di Svetonio già tradotti e analizzati.