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Allos Idem · Vol. unico · pag. 493 · versione 46
Cesare · De bello Gallico
Traduzione e analisi di Versia, a cura di Tommaso Pagano · Aggiornato il
Versione d’autore: Cesare, De bello Gallico
Gaio Giulio Cesare racconta nel De bello Gallico la campagna che nel 52 a.C. lo vide affrontare la grande rivolta gallica guidata da Vercingetorige. In questo brano del settimo libro si narra la sortita notturna durante l'assedio di Alesia: il capo gallico fa uscire i suoi uomini dalla città assediata per colpire le fortificazioni romane nel buio. I legionari respingono l'attacco con fionde, pali e proiettili, mentre i legati Antonio e Trebonio corrono in soccorso dei settori più in difficoltà.
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Nello stesso momento, udito il grido, Vercingetorige dà con la tromba il segnale ai suoi e li conduce fuori dalla città. I nostri, poiché nei giorni precedenti a ciascuno era stato assegnato il proprio posto, si avvicinano alle fortificazioni; e con fionde, pali appuntiti del peso di una libbra, che avevano disposto nei lavori, e con proiettili di piombo respingono i Galli. Numerosi dardi vengono scagliati con le macchine da guerra. Tolta la visuale a causa dell'oscurità, da entrambe le parti si ricevono molte ferite. Ma i legati Marco Antonio e Gaio Trebonio, ai quali era toccato il compito di difendere questi settori, dove avevano capito che i nostri erano messi sotto pressione, mandavano in aiuto reparti fatti scendere dai fortini più lontani. Finché i Galli erano più lontani dalle fortificazioni, ottenevano più risultati grazie al gran numero di proiettili; dopo che si erano avvicinati di più, o si infilavano inconsapevoli sugli stimoli, o cadevano nelle fosse e venivano trafitti, o colpiti dal vallo e dalle torri con i giavellotti murali morivano. Ricevute molte ferite da ogni parte, senza aver sfondato alcuna fortificazione, mentre si avvicinava la luce del giorno, temendo di essere circondati sul fianco scoperto da una sortita proveniente dagli accampamenti più alti, si ritirarono presso i loro. Ma quelli dentro la città, mentre portano fuori ciò che era stato preparato da Vercingetorige per la sortita, riempiono i primi fossati, trattenuti troppo a lungo nel disporre queste operazioni, seppero che i loro erano già partiti prima che si avvicinassero alle fortificazioni. Così, non avendo concluso nulla, tornarono in città.
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01
I costrutti e le regole di questo passo. Apri quello che ti serve per l’esempio dal testo e la spiegazione.
quas in opere disposuerantche avevano disposto nei lavori
Quas riprende sudibus e introduce la subordinata che spiega dove i pali erano stati collocati.
Nel periodo 3 · 2 volte in questo passo.
Prospectu … ademptotolta la visuale
Prospectu adempto indica la circostanza che precede lo scambio di colpi: la visibilità è tolta dal buio.
Nel periodo 5 · 3 volte in questo passo.
Dum … aberant
Dum con l'imperfetto indica un'azione parallela e continuata: finché durava la distanza, i proiettili erano più efficaci.
Nel periodo 7.
aut … aut … aut
La ripetizione di aut elenca tre possibili sorti dei Galli che si avvicinavano alle fortificazioni.
Nel periodo 8.
prius … quamprima che si avvicinassero alle fortificazioni
La coppia correlativa prius...quam introduce il confronto temporale: gli assedianti se n'erano già andati prima che i Galli si avvicinassero.
Nel periodo 10.
02
Periodo per periodo, l’analisi di ogni parola: lemma, paradigma, morfologia, funzione e significati. Il testo originale pulito è il primo blocco.
Eodem tempore clamore exaudito dat tuba signum suis Vercingetorix atque ex oppido educit. Nostri, ut superioribus diebus suus cuique erat locus attributus, ad munitiones accedunt; fundis librilibus sudibusque, quas in opere disposuerant, ac glandibus Gallos proterrent. Complura tormentis tela coniciuntur. Prospectu tenebris adempto multa utrimque vulnera accipiuntur. At Marcus Antonius et Gaius Trebonius legati, quibus hae partes ad defendendum obvenerant, qua ex parte nostros premi intellexerant, his auxilio ex ulterioribus castellis deductos summittebant. Dum longius ab munitione aberant Galli, plus multitudine telorum proficiebant; posteaquam propius successerunt, aut se stimulis inopinantes induebant aut in scrobes delati transfodiebantur aut ex vallo ac turribus traiecti pilis muralibus interibant. Multis undique vulneribus acceptis, nulla munitione perrupta, cum lux appeteret, veriti ne ab latere aperto ex superioribus castris eruptione circumvenirentur, se ad suos receperunt. At interiors, dum ea quae a Vercingetorige ad eruptionem praeparata erant proferunt, priores fossas explent, diutius in his rebus administrandis morati prius suos discessisse cognoverunt, quam munitionibus appropinquarent. Ita re infecta in oppidum reverterunt.
Nello stesso momento, udito il grido, Vercingetorige dà con la tromba il segnale ai suoi e li conduce fuori dalla città.
I nostri, poiché nei giorni precedenti a ciascuno era stato assegnato il proprio posto, si avvicinano alle fortificazioni;
e con fionde, pali appuntiti del peso di una libbra, che avevano disposto nei lavori, e con proiettili di piombo respingono i Galli.
Costrutti: Proposizione relativa
Numerosi dardi vengono scagliati con le macchine da guerra.
Tolta la visuale a causa dell'oscurità, da entrambe le parti si ricevono molte ferite.
Costrutti: Ablativo assoluto
Ma i legati Marco Antonio e Gaio Trebonio, ai quali era toccato il compito di difendere questi settori, dove avevano capito che i nostri erano messi sotto pressione, mandavano in aiuto reparti fatti scendere dai fortini più lontani.
Costrutti: Proposizione relativa
Finché i Galli erano più lontani dalle fortificazioni, ottenevano più risultati grazie al gran numero di proiettili;
Costrutti: Proposizione temporale (dum)
dopo che si erano avvicinati di più, o si infilavano inconsapevoli sugli stimoli, o cadevano nelle fosse e venivano trafitti, o colpiti dal vallo e dalle torri con i giavellotti murali morivano.
Costrutti: Correlazione aut...aut...aut
Ricevute molte ferite da ogni parte, senza aver sfondato alcuna fortificazione, mentre si avvicinava la luce del giorno, temendo di essere circondati sul fianco scoperto da una sortita proveniente dagli accampamenti più alti, si ritirarono presso i loro.
Costrutti: Ablativo assoluto
Ma quelli dentro la città, mentre portano fuori ciò che era stato preparato da Vercingetorige per la sortita, riempiono i primi fossati, trattenuti troppo a lungo nel disporre queste operazioni, seppero che i loro erano già partiti prima che si avvicinassero alle fortificazioni.
Costrutti: Prius...quam (prima che)
Così, non avendo concluso nulla, tornarono in città.
Costrutti: Ablativo assoluto
03
142 lemmi del passo, dai più frequenti, con paradigma e traduzione.
04
Si traduce: nello stesso momento, udito il grido, Vercingetorige dà con la tromba il segnale ai suoi. È l'inizio del racconto cesariano della sortita notturna di Vercingetorige durante l'assedio di Alesia, nel settimo libro del De bello Gallico.
Sono i due legati romani incaricati da Cesare di difendere il settore delle fortificazioni attaccato durante la sortita: quando si accorgono che i loro soldati sono in difficoltà, inviano rinforzi prelevati dai fortini più lontani.
Sono le armi difensive improvvisate dai legionari romani nelle fortificazioni di Alesia: fionde, pali appuntiti e proiettili di piombo, disposti in anticipo nei lavori d'assedio per respingere gli assalti dei Galli.
Lo stesso passo (I Romani si difendono dall'assalto di Vercingetorige) lo trovi qui: