Caricamento…
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di Fedro
I passi più studiati, verso per verso: accanto a ogni verso, il suo pezzo di traduzione. Tocca una parola e si accende la sua resa.
15senario giambico
Quanta è l'incostanza e la lussuria delle donne. Una donna, che aveva perso il marito amato dopo alcuni anni, ne aveva deposto il corpo nel sepolcro; da nessuna parte poteva essere distolta e, piangendo nel sepolcro, trascorreva la vita, e aveva acquistato la fama illustre di moglie casta. Nel frattempo, coloro che avevano saccheggiato il tempio di Giove, erano stati crocifissi e avevano scontato la pena verso la divinità. Affinché nessuno potesse asportare i loro resti, vengono dati come custodi soldati dei cadaveri, il monumento vicino, dove la donna si era rinchiusa. Una volta un custode, assetato, chiese acqua a mezzanotte a una piccola ancella, che per caso stava allora al fianco della sua padrona che andava a dormire; infatti aveva vegliato lungo e aveva protratto le veglie fino a tardi. Il soldato, socchiuse un poco le porte, guarda avanti e vede una donna di aspetto straordinario e di bell'apparenza. L'animo è subito catturato e si accende; e una cupidigia dei sensi senza controllo lo tortura. L'ingegno accorto inventa mille motivi per cui potesse vedere la vedova più spesso. Catturata dalla consuetudine quotidiana, gradualmente è diventata più sottomessa verso lo straniero; presto una copula più stretta ha legato il suo animo. Mentre il custode diligente consuma le notti, il corpo è stato desiderato da una delle croci. Il soldato turbato espone l'accaduto alla donna. Ma la donna santa: «Non c'è ragione di temere», dice, e consegna il corpo dell'uomo per essere fissato alla croce, affinché lui non subisca la pena della negligenza. Così la turpitudine ha occupato il luogo della lode.
29senario giambico
Una farfalla aveva visto una vespa che volava vicino: «Oh sorte iniqua! Finché erano vivi i corpi, dalle cui reliquie abbiamo ricevuto l'anima noi, io ero eloquente in pace, coraggioso in battaglia, primo in ogni arte tra i miei pari; ecco che ora tutto è frivolezza di polvere e volo come cenere. Tu, che eri un mulo da soma, chiunque ti è venuto in mente di colpire, ferisci con l'aculeo infisso». Allora la vespa proferì una voce degna di memoria: «Non guarda chi fummo, ma guarda chi siamo ora».
30senario giambico
Poiché il cane non può più fuggire, il castoro (i Greci loquaci lo chiamarono castoro e imposero alla bestia il nome di un dio, quelli che si vantano della loro abbondanza di parole) si dice che si strappi i testicoli con il morso, perché per loro causa sente di essere cercato. Una cosa che non nego accada per divina ragione; infatti il cacciatore una volta trovato il rimedio, lo smette di inseguire e richiama i cani. Se gli uomini potessero fare questo, cioè volessero privarsi della loro ricchezza, vivrebbero al sicuro; nessuno tenderebbe insidie a un corpo nudo.
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