Caricamento…
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di Senofonte
I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
1
Mentre facevamo queste riflessioni, così giudicavamo di loro: che a un uomo sarebbe più facile dominare su tutti gli altri animali che sugli uomini. Ma quando comprendemmo che Ciro divenne un Persiano che conquistò moltissimi uomini che gli obbedivano, moltissime città, moltissimi popoli, allora fummo costretti a cambiare opinione, ritenendo che il governo degli uomini non sia né impossibile né difficile, se uno lo sa fare con competenza. Sappiamo infatti che Ciro fece in modo che gli obbedissero sia coloro che abitavano a molti giorni di viaggio di distanza, sia coloro a molti mesi, sia coloro che non lo avevano mai visto, sia coloro che sapevano bene che non lo avrebbero neppure visto, e tuttavia volevano obbedirgli.
1, 1, 3, 4
Poiché abbiamo riflettuto sul fatto che Ciro fu un Persiano, il quale si procurò moltissimi uomini che gli obbedivano, moltissime città e moltissime genti, per questo motivo siamo stati costretti a ricrederci sul fatto che governare gli uomini non sia né tra le imprese impossibili né tra quelle difficili, se qualcuno compie ciò con competenza. Sappiamo infatti che vollero obbedire a Ciro uomini che distavano un cammino di moltissimi giorni, altri di mesi, altri che non lo avevano mai visto, e altri ancora che sapevano bene che non lo avrebbero mai visto, e tuttavia volevano obbedirgli. E in verità egli si distinse così tanto dagli altri re, sia da quelli che avevano ereditato il potere paterno sia da quelli che lo avevano acquisito da soli, che lo Scita, pur essendoci moltissimi Sciti, non potrebbe governare nessun altro popolo, ma si riterrebbe fortunato se riuscisse a continuare a governare il proprio!
1, 3
Ciro, non appena arrivò e riconobbe che Astiage era il padre di sua madre, subito, come un bambino per natura affettuoso, lo abbracciò proprio come farebbe qualcuno che abbraccia una persona amata da tempo. E lo vide adornato con il trucco degli occhi, con l'applicazione di belletto e con capelli posticci, cose che erano consuetudinarie tra i Medi. Infatti tutte queste cose sono di origine meda, sia le tuniche color porpora, sia i kandys, sia le collane attorno al collo, sia i braccialetti attorno alle braccia. Ciro, vedendo l'ornamento del nonno, guardandolo gli diceva: «O madre, quanto è bello per me il nonno!» Poiché la madre gli chiedeva chi dei due gli sembrasse più bello, il padre o costui, Ciro rispose dunque: «O madre, tra i Persiani mio padre è di gran lunga il più bello, ma tra i Medi, quanti ne ho visti sia per le strade che alle porte, questo mio nonno è di gran lunga il più bello».
6, 4
Egli, avendolo visto, si meravigliò e chiese a Panthea: Non avrai mica, o donna, fatto le armi per me sacrificando i tuoi ornamenti? Per Zeus, disse Panthea, non certo quello che vale di più; tu infatti per me, se apparirai anche agli altri tale quale mi sembri essere, sarai il più grande ornamento. Dicendo queste cose, allo stesso tempo gli indossava le armi e cercava di non farsi vedere, ma le lacrime le scorrevano lungo le guance. E quando Abradate, che era degno di essere guardato anche prima, fu equipaggiato con queste armi, apparve bellissimo e nobilissimo, dato che anche la natura lo favoriva; e avendo preso le redini dall'auriga, si preparava per salire ormai sul carro. In questo momento Panthea, dopo aver ordinato a tutti i presenti di allontanarsi, disse: Ma, o Abradate, se mai un'altra donna ha amato il proprio marito più della propria vita...
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