Caricamento…
Caricamento…
di Lisia
I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
9, 11
Innanzitutto dunque, o giudici, poiché devo raccontarvi anche questo, ho una casetta a due piani, con le parti superiori uguali alle inferiori, nel quartiere delle donne come in quello degli uomini. Quando poi ci nacque il bambino, la madre lo allattava; e affinché essa non corresse rischi scendendo per la scala ogni volta che bisognava lavarlo, io vivevo di sopra, le donne invece di sotto. E così ormai era diventata un'abitudine, cosicché spesso la moglie se ne andava di sotto a dormire vicino al bambino, per dargli il seno e perché non piangesse. E questo avvenne così per molto tempo, e io non sospettai mai nulla, ma ero così stupidamente disposto che credevo che mia moglie fosse la più onesta di tutte quelle della città. Col passare del tempo, o giudici, tornai inaspettatamente dai campi; dopo cena il bambino piangeva e faceva i capricci, fatto apposta agitare dalla serva perché si comportasse così: infatti l'uomo era in casa; solo dopo venni a sapere tutto.
15, 17
Dopo questi fatti, o giudici, trascorso del tempo nel frattempo, e io ormai molto lontano dalle mie disgrazie, mi si avvicina una certa vecchia donna, mandata di nascosto da una donna con cui quello aveva una relazione, come io seppi in seguito: costei, adirata e ritenendo di aver subito un torto, poiché egli non andava più da lei come prima, stava in agguato finché scoprì quale fosse la causa. Avvicinatasi dunque a me, spiando vicino alla mia casa, disse: 'Eufileto, non credere che io sia venuta da te per alcuna curiosità indiscreta: l'uomo che oltraggia te e tua moglie è infatti nostro nemico; se dunque prendi la schiava che va al mercato e vi serve e la sottoponi a tortura, saprai tutto.' 'È Eratostene di Oe colui che fa questo,' disse, 'il quale non solo ha sedotto tua moglie ma anche molte altre: questa infatti è la sua arte.' Avendo detto queste cose, o giudici, quella se ne andò, mentre io subito mi turbai, e tutto mi tornava alla mente, ed ero pieno di sospetto, ricordando come fossi stato rinchiuso nella stanza, e rammentando che in quella notte avevano scricchiolato la porta del cortile interno e quella d'ingresso, cosa che non era mai accaduta, e mi parve che mia moglie si fosse imbellettata. Tutto questo mi tornava alla mente, ed ero pieno di sospetto.
30, 31
A questo stesso tribunale dell'Areopago, al quale è tradizione ed è stato affidato ai nostri tempi giudicare le cause di omicidio, è stato detto esplicitamente di non condannare per omicidio colui che, avendo sorpreso l'amante a letto con la propria moglie, abbia inflitto questa punizione. E così fortemente il legislatore ritenne che queste cose fossero giuste riguardo alle mogli legittime, che impose la stessa pena anche riguardo alle concubine di minor valore. Eppure è chiaro che, se avesse avuto una punizione maggiore di questa per le mogli legittime, l'avrebbe imposta. Ora invece, non essendo in grado di trovare per quelle una punizione più severa di questa, ritenne giusto che la stessa si applicasse anche alle concubine.
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