Caricamento…
Caricamento…
di Demostene
I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
1
Per molti soldi, o uomini Ateniesi, penso che vi scegliereste piuttosto, se fosse manifesto quello che dovrà giovare alla città circa le cose che ora esaminate. Quando dunque le cose stanno così, conviene disposti a voler ascoltare quelli che vogliono dare consiglio: non solo infatti se qualcuno arriva avendo pensato a qualche cosa utile, sentito questo la potreste ottenere, ma immagino che dalla vostra fortuna molte delle cose che occorrono potrebbero venire in mente a taluni per dirle al momento opportuno, così che da tutte vi sia facile la scelta di quello che vi conviene. L'occasione presente dunque, o uomini Ateniesi, quasi non apre la bocca dicendo che i vostri stessi affari voi dovete prendere in mano, se davvero vi preoccupate della loro salvezza; ma noi non so quale modo penso che abbiamo verso di essi. È dunque mio parere: deliberare subito sull'invio di aiuto e preparare al più presto il modo di partire di qua per portare aiuto (e non soffriate quello che soffriste anche prima), e mandare un'ambasciata che dirà queste cose e si troverà presente agli affari.
2
Ritengo dunque che dobbiamo soccorrere gli Olintii, e chiunque parli nel modo più bello e più rapido, così mi piace; verso i Tessali invece dobbiamo inviare un'ambasciata, che insegni queste cose agli uni e stimoli gli altri. Infatti ora hanno votato di reclamare Pagase e di fare discorsi riguardo alla Magnesia. Considerate bene questo, o uomini Ateniesi: che gli ambasciatori da parte nostra non pronuncino soltanto parole, ma abbiano qualcosa di fatto da mostrare, dopo che voi sarete partiti degnamente della città e starete attenti alle faccende. Poiché ogni discorso, quando gli affari vengono meno, sembra vano e vuoto, specialmente quello della nostra città - infatti proprio perché sappiamo che siamo soliti usarlo con la massima prontezza, tanto più tutti diffidano di esso. Dunque occorre dimostrare un grande cambiamento e una grande trasformazione, fornendo danaro, partendo, facendo tutto con prontezza, se almeno qualcuno avrà attenzione presso di voi. Se questi provvedimenti vorrete portare a termine come conviene, non soltanto, o uomini Ateniesi, gli affari degli alleati, che sono deboli e inaffidabili, appariranno tali a Filippo, ma saranno smascherati anche i vostri affari di governo e di potenza, che sono in cattive condizioni.
2, 15, 16
E infatti costui, proprio con tutte quelle cose per cui uno potrebbe ritenerlo grande, le guerre e le spedizioni militari, si è procurato una condizione ancora più precaria di quanto non fosse per natura. Non crediate infatti, o Ateniesi, che le stesse cose facciano piacere a Filippo e ai suoi sudditi: egli desidera la gloria, a questa aspira, e ha scelto, agendo e correndo pericoli, di subire qualunque cosa accada, pur di realizzare quelle imprese che nessun altro re di Macedonia mai compì, avendo preferito la gloria alla sicurezza della vita; I sudditi invece non hanno alcuna parte dell'ambizione che nasce da queste imprese; logorati di continuo da queste spedizioni su e giù, si affliggono e soffrono senza sosta, non potendo attendere né ai propri lavori né ai propri affari privati, né potendo smerciare come vorrebbero quanto producono, poiché i mercati del paese sono chiusi a causa della guerra.
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