Caricamento…
Caricamento…
di Plutarco
I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
5, 13
Fabio Massimo, non volendo combattere con Annibale ma logorarne col tempo le forze, prive di risorse e di viveri, lo seguiva lungo percorsi scoscesi e montuosi paralleli al suo. Deridendolo la maggioranza e chiamandolo il pedagogo di Annibale, curandosene poco, egli si atteneva ai propri ragionamenti. E diceva agli amici che considerava più vile chi teme le beffe e gli insulti, rispetto a chi fugge i nemici. Poiché il suo collega di comando Minucio aveva abbattuto alcuni nemici, si diceva molto che fosse un uomo degno di Roma; ma egli disse di temere piuttosto la fortuna che la sfortuna di Minucio. E poco dopo, essendo Minucio caduto in un'imboscata e rischiando di perire con le proprie forze, Fabio, accorso in aiuto, uccise molti dei nemici e salvò anche lui. Annibale dunque disse ai suoi amici: «Non vi predicevo spesso che la nuvola sopra i monti un giorno si sarebbe rovesciata in tempesta su di noi?»
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