Caricamento…
Caricamento…
di Plutarco
I passi più studiati, con la traduzione accanto. Tocca una parola e si accende la sua resa.
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Si diceva che Cimone l'Ateniese non avesse guardiani nei campi e nei giardini, affinché gli stranieri e i cittadini bisognosi potessero prendere senza timore i frutti dei suoi possedimenti. A casa sua allestiva ogni giorno un pranzo modesto ma sufficiente per molte persone, in modo che chiunque dei poveri lo volesse potesse entrare e avere di che nutrirsi. Si racconta anche che avesse sempre con sé, nel girare, giovani che portavano monete, perché le distribuissero ai bisognosi. Si diceva anche che Cimone, ogni volta che vedeva un cittadino che indossava una veste logora, ordinasse a quell'uomo di spogliarsi e di ricevere in cambio una veste nuova da parte dei giovani. Per questo gli Ateniesi amavano molto Cimone e lo consideravano un uomo buono e un illustre cittadino.
10, 7, 8
Egli, dopo aver dichiarato la propria casa un pritaneo comune per i cittadini, e offrendo nella campagna le primizie dei frutti maturi e tutte le belle cose che le stagioni portano, perché tutti gli stranieri le usassero e le prendessero, riportava in qualche modo di nuovo nella vita la comunanza che si narra nel mito essere esistita al tempo di Crono. Ma coloro che accusavano queste cose come adulazione della folla e demagogia venivano confutati dall'altra sua politica, aristocratica e spartana, egli che appunto si oppose, insieme ad Aristide, a Temistocle quando innalzava la democrazia oltre il dovuto, e più tardi contrastò Efialte, quando per compiacere il popolo aboliva il consiglio dell'Areopago, vedendo che, tranne Aristide ed Efialte, tutti gli altri si riempivano di guadagni pubblici.
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